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Germania, Corte a ministro: togliete video con accuse di antisemitismo
di Pierpaolo Minardi
La massima corte tedesca ha ordinato al ministro dell'Economia Katherina Reiche di rimuovere dall'account Instagram ufficiale del suo ministero un video in cui accusava il partito di sinistra "Die Linke" (La Sinistra) di sostenere apertamente l'antisemitismo.
In un'ordinanza provvisoria pubblicata giovedì, la Corte costituzionale federale ha stabilito che la diffusione di tali affermazioni attraverso un canale governativo ufficiale potrebbe violare il diritto del partito di sinistra a una partecipazione paritaria alla competizione politica.
"Ciò è particolarmente rilevante alla luce delle discussioni in corso per la formazione di un governo nella città-stato di Berlino", ha affermato la Corte, facendo riferimento ai colloqui esplorativi avviati dopo la vittoria elettorale del partito di sinistra nella capitale tedesca, avvenuta il 20 settembre.
"La persistente circolazione di tali dichiarazioni rischia di screditare gravemente il partito ricorrente agli occhi dell'opinione pubblica. Potrebbe inoltre rendere più difficile per eventuali partner di coalizione stipulare accordi di governo con esso", ha osservato la Corte.
"Di conseguenza, potrebbero crearsi realtà politiche che vanno ben oltre le connotazioni negative rivolte al partito ricorrente", ha aggiunto.
Il video dovrà restare offline fino alla decisione definitiva.
Con 6 voti favorevoli e 2 contrari, i giudici hanno stabilito che il video deve rimanere offline fino alla pronuncia definitiva sul ricorso presentato dal partito di sinistra, per un periodo comunque non superiore a sei mesi.
La Corte non si è espressa sulla costituzionalità delle affermazioni di Reiche, sottolineando che il ministro resta libera di esprimere le proprie opinioni in merito, sia in veste di esponente politica che come privata cittadina.
Il partito di sinistra si è rivolto alla Corte, con sede a Karlsruhe, dopo che il ministero aveva respinto la richiesta di rimuovere il video entro il 29 settembre; il partito ha sostenuto che un ministero federale non debba utilizzare risorse statali e l'autorità ufficiale per condurre una campagna contro una forza politica.
Reiche, politica conservatrice della CDU (Unione Cristiano-Democratica) – il partito di centrodestra del cancelliere Merz – ha sostenuto, tramite i propri legali, che tali dichiarazioni fossero costituzionalmente legittime e non violassero il dovere di neutralità politica cui è tenuto il governo.
Nel filmato, pubblicato il 24 settembre e tratto da un discorso pronunciato il giorno precedente durante un evento dedicato al mondo delle imprese, Reiche metteva in guardia contro un possibile governo a Berlino che includesse il partito della Sinistra (Die Linke), criticandone il progetto – di lunga data – di espropriare le grandi società immobiliari private come risposta al vertiginoso aumento degli affitti.
Ha inoltre attaccato il partito, definendolo una forza politica “che abbraccia apertamente l’antisemitismo e che incute timore agli ebrei in questa città”.
Gli esponenti del partito della Sinistra hanno più volte criticato i propri avversari, accusandoli di utilizzare le accuse di antisemitismo per mettere a tacere le critiche verso le politiche del governo israeliano e verso quelli che definiscono crimini commessi dall’esecutivo di Netanyahu a Gaza.
Elif Eralp, capolista del partito della Sinistra a Berlino, ha respinto a più riprese le accuse di antisemitismo rivolte a lei e al suo partito.
Ha dichiarato che i vertici del partito hanno preso le distanze da alcuni episodi isolati verificatisi durante la campagna elettorale.
Ha aggiunto che il partito della Sinistra si oppone a ogni forma di razzismo, sottolineando come, nel corso della propria carriera, sia stata impegnata in progetti volti a contrastare l’antisemitismo.
Il partito della Sinistra, guidato da Eralp, ha vinto le elezioni nel Land di Berlino il 20 settembre, ottenendo il 25,7% dei voti – più del doppio rispetto al risultato conseguito tre anni prima. Attualmente, il partito è impegnato in colloqui con l’SPD (Partito Socialdemocratico, di centrosinistra) e con i Verdi (ambientalisti) per la possibile formazione di un governo di coalizione.
 
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