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Gza: oltre 400 morti per fame
di Gabriella Mira Marq
Dal 2024, 466 palestinesi sono morti a causa di malnutrizione e inedia nella Striscia di Gaza; tra loro figurano 157 bambini, che rappresentano un terzo del totale. Lo ha reso noto venerdì il Ministero della Salute palestinese a Gaza, in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione. L'annuncio giunge mentre il genocidio, che ha reso la fame una realtà quotidiana nella Striscia, prosegue senza sosta.
Il Ministero ha sottolineato che i tassi di malnutrizione e inedia nella Striscia di Gaza hanno raggiunto livelli catastrofici, mietendo vittime tra bambini, anziani e altri gruppi vulnerabili.
Secondo le stime del Ministero, oltre 1,4 milioni di persone – pari al 67% della popolazione – si troveranno ad affrontare una situazione di insicurezza alimentare di livello critico o peggiore fino alla fine del 2026, mentre il governatorato di Gaza continua a subire la carestia, dichiarata ufficialmente nell'agosto 2025.
Stando al comunicato, tra il 2024 e l'agosto 2026 sono stati registrati 158.001 casi di malnutrizione acuta tra i bambini di età inferiore ai cinque anni; di questi, 28.716 sono casi gravi che mettono a rischio la vita.
Il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni è salito da 13,6 a 33,4 decessi ogni 1.000 nati vivi tra il 2022 e il 2025, mentre il 12,2% dei bambini soffre di ritardo nella crescita (stunting).
Il Ministero prevede che, entro l'aprile 2027, 74.200 bambini avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta.
Il tasso di anemia tra le donne in gravidanza è salito al 61% nel 2026, rispetto al 41% registrato prima della guerra. Nel primo semestre del 2026 sono state documentate quasi 4.000 interruzioni di gravidanza, un dato più che triplicato rispetto ai sei mesi precedenti.
Secondo il Ministero, una gravidanza su tre è classificata come ad alto rischio. Malnutrizione tra le persone anziane a Gaza
Le persone anziane rappresentano la quota maggiore di decessi correlati alla malnutrizione, con 189 vittime, pari al 40,5% del totale.
Inoltre, l'11% degli anziani ha trascorso un'intera giornata senza consumare alcun pasto, mentre il 48% ha ridotto le proprie porzioni di cibo per sfamare i familiari. Parallelamente, il 68% ha interrotto l'assunzione di farmaci o ne ha ridotto il dosaggio a causa dell'esaurimento delle scorte.
Il Ministero della Salute ha sottolineato che il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale che non cessa di essere valido durante un conflitto. Ha inoltre esortato la comunità internazionale e le Nazioni Unite a:
Adottare misure immediate e urgenti per garantire l'ingresso sicuro, costante e senza restrizioni di generi alimentari, integratori nutrizionali terapeutici e medicinali;
Dare priorità a bambini, donne in gravidanza, madri che allattano e persone anziane;
Sostenere e rilanciare la produzione alimentare locale nella Striscia di Gaza.
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