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Persone LGBTQ prese di mira in Israele
di Marilina Mazzaferro
Israele è erroneamente considerato un Paese all'avanguardia per quanto riguarda i diritti LGBTQ.
Tuttavia, oltre al mancato riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso, sono piuttosto frequenti aggressioni violente ai danni di membri della comunità, inclusi omicidi.
A Tel Aviv, un giovane ha rivolto insulti omofobi a Idan Trachtengertzhim. Idan ha risposto, scatenando la reazione dell'aggressore, che lo ha colpito ripetutamente alla testa con un casco da motociclista, fino a farlo cadere in uno stato di disorientamento.
A quel punto, l'episodio è degenerato in un vero e proprio tentativo di linciaggio a sfondo omofobo: altri quattro o cinque uomini si sono uniti all'aggressione, prendendo a calci la vittima.
Secondo il racconto di Idan, durante l'attacco gli aggressori hanno parlato di ucciderlo. Uno di loro ha persino infranto una bottiglia di vetro, usandola come arma contro di lui.
Non si tratta di un caso isolato. Le aggressioni fisiche contro persone LGBTQ sono aumentate del 32% rispetto all'anno precedente, con una frequenza di almeno un episodio a settimana.
Molti di questi attacchi vengono pianificati tramite l'app Grindr: gruppi composti da 5 a 10 uomini – talvolta mascherati e armati – attirano le vittime utilizzando profili falsi.
Nell'ultimo anno, il 91% delle persone LGBTQ ha subito episodi di omofobia. Per il 47% di loro, tali episodi si sono verificati con grande frequenza in almeno un ambito della propria vita, un dato in crescita rispetto al 36% registrato in precedenza.
Israele è una società pervasa dall'odio a ogni livello e caratterizzata da una violenza estrema. Non lasciate che nessuno vi racconti il contrario.
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