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Iran ha chiesto a Hezbollah di prepararsi a un nuova guerra con Israele?
di Leandro Leggeri
L’Iran avrebbe chiesto a Hezbollah di innalzare il livello di prontezza militare e prepararsi a un’eventuale ripresa delle ostilità con Israele, qualora gli Stati Uniti dovessero lanciare nuovi attacchi contro la Repubblica islamica.
A riferirlo, il 15 ottobre, è stato il portale emiratino Erem News, citando fonti militari e della sicurezza libanese. Secondo queste fonti, Hezbollah avrebbe richiamato i propri combattenti permanenti, impartendo istruzioni riservate per il raggiungimento di nuove postazioni operative.
Il movimento sciita starebbe inoltre riorganizzando la propria struttura di comando secondo un modello decentralizzato, ispirato alla dottrina iraniana della cosiddetta «difesa a mosaico», per garantire la continuità delle operazioni anche nell'eventualità di nuovi attacchi israeliani contro i vertici militari.
La notizia non è del tutto isolata. Già il 1° ottobre, Reuters aveva riferito, sulla base delle dichiarazioni di due funzionari iraniani, che Teheran aveva chiesto ai propri alleati in Libano, Yemen e Iraq di prepararsi a intervenire qualora Washington avesse ripreso le operazioni militari su larga scala contro l'Iran.
Il 15 ottobre, anche il Jerusalem Post, citando due fonti diplomatiche, ha riferito che Teheran avrebbe avvertito Hezbollah di considerare un nuovo attacco statunitense una questione di tempo, invitando il movimento libanese a prepararsi.
Esistono dunque riscontri sulla volontà iraniana di predisporre i propri alleati regionali a un'eventuale nuova escalation. Restano invece prive di conferma indipendente le specifiche misure di mobilitazione attribuite a Hezbollah da Erem News.
Soprattutto, non risulta dimostrato che il movimento libanese abbia già deciso di rompere il cessate il fuoco con Israele. Le stesse fonti citate dal portale emiratino distinguono i preparativi militari da una decisione definitiva di entrare in guerra.
Il quadro che emerge è quello di un Iran intenzionato a mantenere aperta la possibilità di una risposta su più fronti in caso di nuovi bombardamenti americani. Una prospettiva che potrebbe coinvolgere non soltanto il Libano, ma anche l'Iraq e lo Yemen, ampliando ulteriormente la dimensione regionale del confronto.
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