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Come possono dirsi cristiani?
di Edoardo Morello
GAZA NON E' RIMINI
Ombrelloni a scacchiera, il bagnino che fischia, l’odore di piadina e crema solare alle quattro del pomeriggio. Tondelli ne aveva fatto un romanzo, 𝘙𝘪𝘮𝘪𝘯𝘪, e già allora sotto la sabbia c’era il vuoto. Ma almeno era sabbia.
Ad Ancona, in consiglio comunale, una consigliera di Fratelli d’Italia, Maria Grazia De Angelis, ha guardato Gaza e ci ha visto la riviera romagnola:
𝘐𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘥 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘪 𝘤𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘢𝘵𝘪, 𝘎𝘢𝘻𝘢 𝘴𝘰𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘱𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘪𝘷𝘪𝘦𝘳𝘢 𝘳𝘰𝘮𝘢𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢.
Bastava chiedere ai cristiani di Gaza. Quelli di San Porfirio, la chiesa bombardata nell’ottobre del 2023 mentre dentro c’erano famiglie sfollate. Quelli della Sacra Famiglia, la parrocchia colpita nel luglio 2025. Neanche loro si sono accorti di essere in vacanza.
Non riesco a stupirmi. Non è indignazione stanca, è geografia: io abito a Fiumicino.
LA BANDIERA E IL CONSIGLIO
Qui il sindaco, ex ministro della Repubblica, in pieno consiglio comunale ha invitato un cittadino a infilarsi la bandiera palestinese 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘶𝘭𝘰. Parole sue, a microfono acceso, nell’aula dove si dovrebbe parlare a nome di tutti.
Ancona e Fiumicino, Adriatico e Tirreno. Due mari, una sola lingua: quella di chi ha smesso di vergognarsi in pubblico. Chi ci rappresenta non sbaglia per distrazione. Sta misurando fin dove si può arrivare senza che nessuno si alzi dalla sedia.
Una bandiera è un pezzo di stoffa, finché qualcuno non la sventola sopra le macerie. Una spiaggia è una spiaggia, finché non ci arrivano i corpi.
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