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Netanyahu: momento inadatto per nuova guerra all'Iran
di Leandro Leggeri
NETANYAHU FRENA SU UN NUOVO ATTACCO ALL'IRAN: «NON È IL MOMENTO OPPORTUNO». E CHIUDE A BEN GVIR: «NON SARÀ MINISTRO DELLA DIFESA»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che un nuovo attacco statunitense o israeliano contro l'Iran non sarebbe opportuno nell'attuale fase politica, a meno di due settimane dalle elezioni israeliane del 27 ottobre.
«A mio parere, non è conveniente per noi», ha affermato Netanyahu durante un'intervista concessa alla radio dell'esercito israeliano, prendendo pubblicamente le distanze dall'ipotesi di un'imminente ripresa delle operazioni militari contro la Repubblica Islamica.
Le dichiarazioni arrivano appena ventiquattr'ore dopo che Channel 12 aveva riferito di presunte pressioni esercitate dal premier israeliano sul presidente statunitense Donald Trump affinché riprendesse i bombardamenti contro l'Iran prima delle elezioni israeliane e delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre.
Secondo le indiscrezioni dell'emittente israeliana, Netanyahu avrebbe sollecitato una nuova offensiva militare, mentre Trump avrebbe modificato ripetutamente il proprio orientamento sulla questione, annunciando che una decisione sarebbe arrivata «molto presto».
La presa di posizione pubblica di Netanyahu appare dunque in contrasto con quanto riportato da Channel 12, sebbene non costituisca necessariamente una smentita delle presunte pressioni esercitate in precedenza.
Il Times of Israel ricorda inoltre che, in passato, Israele e Stati Uniti hanno deliberatamente minimizzato la possibilità di attacchi contro l'Iran per cogliere di sorpresa Teheran. Le dichiarazioni del premier non permettono quindi di escludere categoricamente una nuova escalation militare.
Nel corso della stessa intervista, Netanyahu ha affrontato anche la questione degli equilibri politici interni, escludendo che Itamar Ben Gvir, attuale ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, possa assumere la guida del ministero della Difesa in un eventuale nuovo governo da lui presieduto.
«So che lo vuole, ma non è lui a decidere», ha dichiarato Netanyahu, precisando che il ministero della Difesa rimarrà nelle mani del Likud.
Le parole del premier arrivano in una fase particolarmente delicata, nella quale la prospettiva di una nuova guerra contro l'Iran si intreccia con le scadenze elettorali israeliane e statunitensi. Resta da chiarire se la cautela manifestata da Netanyahu rifletta un effettivo cambiamento di orientamento strategico oppure una scelta di comunicazione politica legata alle circostanze.
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