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12 ottobre 2026
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Belgio: liti nel governo bloccano ingresso di studenti di Gaza
di Pierpaolo Minardi

Una disputa all'interno del nucleo ristretto del governo federale belga ha bloccato i visti per 13 studenti palestinesi di Gaza, vincitori di borse di studio presso università belghe; lo ha riferito domenica l'agenzia di stampa Belga.

La questione è emersa sabato durante una riunione di governo che avrebbe dovuto concentrarsi sulle misure di bilancio, secondo quanto riportato da Belga.

Il Ministro degli Esteri Maxime Prévot aveva precedentemente raggiunto un accordo con il Ministro per l'Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt. In base a tale intesa, agli studenti sarebbe stato precluso di sfruttare il loro arrivo in Belgio per richiedere asilo o il ricongiungimento familiare. L'accordo prevedeva inoltre la creazione di una task force, sotto la guida di Van Bossuyt, per individuare modalità più rapide ed efficaci di allontanamento delle persone che soggiornano nel Paese senza un regolare permesso di soggiorno.

Il partito liberale francofono MR è stato l'unico a respingere l'accordo, ha riferito Belga. Il nucleo ristretto del governo deve ancora approvarlo formalmente. In una dichiarazione visionata da Belga, Prévot ha affermato che l'MR, tra i partner di coalizione, è stato l'unico a bloccare l'accordo, accusando il partito di "ricatto". Ha definito l'ostruzionismo "una vergogna umana" e ha avvertito che il futuro degli studenti non dovrebbe fungere da "merce di scambio" nelle trattative sulla politica migratoria.

Prévot ha dichiarato di essersi detto disposto a valutare proposte nell'ambito del compromesso e a sostenerne alcune, qualora si fossero rivelate efficaci, proporzionate e legittime. "Sono sinceramente addolorato per questi 13 giovani", ha aggiunto, sottolineando che avevano ottenuto borse di studio per proseguire gli studi presso università belghe.

La disputa fa seguito alle dichiarazioni rilasciate da Van Bossuyt il 6 settembre, quando aveva affermato all'emittente pubblica VRT di essere contraria all'ingresso dei 13 studenti nel Paese. La sua opposizione è rimasta ferma nonostante gli studenti disponessero di borse di studio e, in alcuni casi, di visti.

La ministra ha sostenuto che il governo dovesse valutare le conseguenze più ampie, mettendo in guardia contro un possibile "effetto domino". A suo avviso, presentare la questione come un caso che riguarda solo 13 persone cela il rischio che queste possano successivamente richiedere il ricongiungimento familiare o l'asilo. Ha inoltre chiesto perché i palestinesi di Gaza debbano essere trattati diversamente dalle persone in fuga da altri conflitti, citando i casi di Yemen, Sudan e Afghanistan.

La VRT ha riferito che alcuni studenti attendono da ben due anni di poter raggiungere il Belgio. All'epoca, il rettore dell'Università di Anversa, Herwig Leirs, aveva dichiarato che il loro trasferimento dipendeva esclusivamente dalla volontà politica.

Mentre gli studenti di Gaza beneficiari di borse di studio subiscono ritardi nel trasferimento in Belgio, altri paesi hanno trovato il modo di farne uscire molti dalla Striscia.

L'Italia ha accolto oltre 200 studenti palestinesi attraverso un corridoio universitario governativo avviato nel 2025. Nell'ambito del programma "IUPALS", 246 borsisti sono stati trasferiti in aereo in Italia e a San Marino tra il settembre 2025 e il mese di giugno.

I Paesi Bassi hanno fatto uscire decine di studenti passando per la Giordania, in quella che un diplomatico olandese ha definito un'"iniziativa diplomatica limitata".

Irlanda, Francia e Italia si sono coordinate direttamente con le autorità di occupazione israeliane per far transitare gli studenti attraverso il valico di Karem Abu Salem.

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