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USA e Israele usano le pena di morte
di Santina Sconza
Si definiscono stati democratici ma in Israele e negli USA si applica la pena di morte per terrorizzare i cittadini.
In Israele è stata approvata la pena di morte contro i palestinesi il 25 marzo 2026, con 62 voti favorevoli e 47 contrari per chi si rende colpevole di atti di terrorismo che causano la morte.
In occasione del voto, Ben-Gvir ha dichiarato: "Da oggi, ogni terrorista saprà, e tutto il mondo saprà, che chiunque toglie una vita, lo Stato di Israele gli toglierà la vita".
USA, la data dell’esecuzione per Nidal Malik Hasan - autore della strage alla base militare di Fort Hood nel 2009, in cui persero la via 13 persone - sarà il prossimo 3 dicembre. E avverrà nello stesso luogo della strage.
Hasan, ha spiegato il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth:
“affronterà un plotone d'esecuzione composto da soldati, com'è giusto che sia, e faremo in modo che la gente possa assistervi, che sia pubblica perché la gente deve capire che ci sono serie conseguenze per questo tipo di cose”.
Papa Leone XIV:
"La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi."
I regimi, i dittatori coloro che temono il popolo usano la pena di morte.
Nel 1926 il regime fascista reintrodusse la pena di morte per reati contro lo Stato e per alcuni reati comuni.
La nostra Costituzione all'articolo 27 stabilisce semplicemente "Non è ammissibile la pena di morte".
Sempre all'articolo 27, terzo comma, vieta i trattamenti contrari al senso di umanità e prevede che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato.
Questa è democrazia!
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