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09 ottobre 2026
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Caso Scarpinato: Ronzulli ammonisce Pirondini che racconta i fatti
di Elisa Fontana *

Vediamo di fare un po’ d’ordine sul caso Scarpinato-Commissione Antimafia che si trascina da mesi e che qualche giorno fa in Parlamento ha avuto una pagina davvero surreale e decisamente poco edificante.

Da mesi la Commissione Antimafia nella persona della sua presidente Chiara Colosimo insieme ai rappresentanti della maggioranza fa guerra aperta al senatore Scarpinato relativamente alla inchiesta sulla morte del giudice Borsellino.

Scarpinato sostiene da tempo che le stragi del 92-93 “non furono solo di mafia, ma coinvolsero mandanti e complici eccellenti esterni a Cosa Nostra”. La destra e la presidente Colosimo, al contrario, sostengono pervicacemente che le stragi e la morte di Borsellino furono il frutto delle sue indagini sulla pista mafia-appalti, comoda tesi che lascerebbe fuori la politica e i suoi addentellati.

E Colosimo ricorda come la magistratura di Caltanissetta avallò questa pista, dimenticandosi di dire che successivamente la Cassazione la definì affetta “da severa miopia” e scaturita da un “approccio mistico e dogmatico” nel voler vedere quelle stragi eseguite solo dalla mafia per motivi legati agli appalti.

La presidente Colosimo e tutta la destra hanno continuato ostinatamente ad insistere sulla pista mafia e appalti, negando qualunque dignità di ipotesi al coinvolgimento nelle stragi di mandanti e complici esterni a cosa Nostra, complici a vario titolo, non esclusi nemmeno gli estremisti di destra.

Il tentativo di screditamento di Scarpinato all’interno della Commissione Antimafia si è sostanziato quando il gip di Caltanissetta poco tempo fa ha chiesto l’archiviazione dell’indagine mafia-appalti, indagine contro ignoti, stigmatizzando però l’attività “depistante” di Scarpinato nelle conversazioni intercettate avute con l’ex collega Gioacchino Natoli che avrebbe dovuto essere audito dalla Commissione antimafia.

Scarpinato respinge con durezza questa accusa e spiega che esortava Natoli a riferire alla Commissione una circostanza vera che lo stesso Natoli gli aveva raccontato, essendo stato presente in Procura a Palermo quando, presente anche Borsellino, il magistrato Lo Forte riferì della temporanea archiviazione di un filone delle indagini mafia-appalti. Dunque l’attività “depistante” sarebbe stata quella di riferire alla Commissione una circostanza vera cui Natoli era stato testimone diretto.

Ma naturalmente Colosimo e la destra non aspettavano altro per far montare la polemica a ritmi forsennati, chiedendo a Scarpinato di fare un passo indietro, ma non avendo avuto nessun riscontro in tal senso dall’interessato che, anzi, ribadiva la propria posizione, si è arrivati all’assalto all’arma bianca. I capigruppo di FDI di Camera e Senato hanno chiesto ai capigruppo omologhi del M5S di rimuovere Scarpinato dalla Commissione antimafia. Così, sic et simpliciter.

Naturalmente, sia Ricciardi che Pirondini, difendendo il collega da questa assurda, surreale e infondata pretesa, hanno avuto gioco facile nel ricordare alla maggioranza i tali e tanti casi di loro esponenti condannati o impigliati nelle maglie della giustizia per accuse poco commendevoli come quelle contro Santanchè o Delmastro per il quale, anzi, la maggioranza si è battuta a viso aperto per sottrarre alla magistratura le sue chat con un camorrista.

E alla richiesta di rimozione di Scarpinato si è unita anche Colosimo, l’amica di Ciavardini, come ha sottolineato Pirondini. Quel Ciavardini terrorista nero condannato per la strage di Bologna, per capirci. Insomma, siamo davanti ad una insensata crociata per zittire e screditare Scarpinato e la sua visione poco edulcorata delle stragi del 92-93.

Ma cos’è che fa paura alle destre al punto tale da volersi sbarazzare di Scarpinato e volerlo tacitare? Sarebbe bello poter avere una risposta chiara e non assistere ad una iniziativa che odora tanto di censura preventiva.

E, invece, sentiamo la presidente della seduta al Senato, l’ineffabile Licia Ronzulli interrompere Pirondini per notificargli “Ricordo solo al senatore Pirondini che lei si assume la responsabilità di tutto quello che sta dicendo in questo momento”.

Responsabilità di cosa, egregia Ronzulli, di fare esattamente la radiografia di alcuni condannati e indagati di FDI che siedono su quei banchi? Quelli citati da Pirondini, dalla condanna di Montaruli alle inchieste giudiziarie in cui sono coinvolti Santanchè e Delmastro sono fatti, non opinioni in libertà, per cui quella frase ha più il sapore di una vana intimidazione che altro.

Inoltre, egregia Ronzulli, non le dovrebbe essere sfuggito che i parlamentari per le opinioni espresse in Parlamento sono tutelati dall’art.68 della Costituzione che stabilisce l’insindacabilità di quanto affermato. Con la piccola differenza che questi non sono affatto opinioni, ma fatti oggettivi, cosa che rende il suo intervento ancora più intimidatorio.

E per finire, sarebbe bello e istruttivo sapere come sia accaduto che le intercettazioni relative ad un senatore della Repubblica siano state non solo liberamente usate, ma anche rese pubbliche.

Se non ricordo male ci vuole l’autorizzazione della Camera di appartenenza e mi pare che questo privilegio sia gelosamente custodito dai parlamentari, non ultimo le chat di Delmastro con il camorrista negate alla magistratura. Quelle di Scarpinato si vede che godono dell’extraterritorialità dal Parlamento.

* Coordinatrice Commissione Politica e questione morale dell'Osservatorio


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