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Nobel e facce toste
di Elisa Fontana
Trump e i suoi scagnozzi, imbestialiti per il premio Nobel per la pace conferito a Navi Pillay, ex giudice della Corte Penale Internazionale, hanno minacciato sanzioni alla CPI minacciandone addirittura la fine.
Immediata levata di scudi della UE che si è detta pronta “ad usare tutte le misure necessarie per consentire alla Corte di svolgere il proprio lavoro”. I ministri degli esteri di Italia, Canada, Danimarca, Germania, Francia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito hanno ribadito “il continuo, incrollabile sostegno all’indipendenza, imparzialità e integrità della CPI”.
Dunque, Antonio Tajani a nome del governo italiano ha firmato una dichiarazione di totale sostegno e solidarietà alla CPI.
Solidarietà e sostegno che devono aver avuto un improvviso black out quando la CPI chiese all’Italia l’arresto del boia Almasri e il medesimo governo che ora si sdilinquisce in dichiarazioni di sostegno alla CPI non solo ne ignorò il mandato di cattura per cui aveva l’obbligo di arrestarlo, ma lo riaccompagnò a Tripoli su un volo di Stato, sia mai dovesse fare la fila all’imbarco.
Mi sovviene un modo di dire delle mie parti per definire personaggi eticamente o politicamente disinvolti “facce di basola”, essendo la basola la durissima pietra lavica dell’Etna che praticamente non si scalfisce mai e sopravvive ad ogni sollecitazione meccanica e del tempo.
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