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Sanders: AIPAC spende 233 milioni contro candidati critici di Netanyahu
di Leandro Leggeri
Il senatore statunitense Bernie Sanders è tornato ad attaccare il peso dell’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) nelle elezioni americane, denunciando l’enorme quantità di denaro raccolta dall’organizzazione filoisraeliana in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
In un messaggio pubblicato su X il 2 ottobre, Sanders ha affermato che AIPAC intende spendere 233 milioni di dollari per sconfiggere i candidati che «osano parlare contro il governo estremista di Netanyahu», concludendo con un appello netto: «Basta aiuti militari statunitensi a Israele».
La cifra citata dal senatore proviene da un’inchiesta del New York Times, secondo cui AIPAC ha raccolto complessivamente 233 milioni di dollari per la propria attività elettorale nel ciclo 2026, destinati sia a sostenere candidati favorevoli alle sue posizioni sia a finanziare campagne contro quelli considerati avversari. È quindi Sanders a sintetizzare politicamente la cifra come denaro destinato a «sconfiggere» i candidati critici del governo Netanyahu.
Sanders ha richiamato in particolare le recenti primarie democratiche per il Senato in Michigan, dove AIPAC e gruppi collegati hanno investito circa 33 milioni di dollari nel tentativo di fermare Abdul El-Sayed, sostenendo la sua principale avversaria Haley Stevens. El-Sayed, critico degli aiuti militari statunitensi a Israele, ha tuttavia vinto le primarie.
La sconfitta in Michigan ha alimentato un dibattito sull’efficacia della strategia elettorale di AIPAC. L’organizzazione respinge però l’idea di un proprio indebolimento, sottolineando di continuare a vincere più competizioni di quante ne perda e di mantenere una raccolta fondi molto elevata.
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