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02 ottobre 2026
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Il centro della Misericordia
di Antonella Salamone

Ieri sera, Mary Abu Daoud è stata uccisa. Lavorava in un centro gestito dalle Suore della Misericordia, prendendosi cura di bambini di Gaza nati con gravi malformazioni congenite che impediscono loro di svilupparsi normalmente e spesso li portano a morire in tenera età. Si tratta di bambini le cui famiglie, a causa della povertà e delle enormi esigenze di cura, sono talvolta costrette ad affidarli al centro.

In altre parole, Mary ha trascorso la sua vita in un luogo dedicato a preservare la vita, a proteggerla e a prendersi cura dei più vulnerabili. E alla fine, è stata uccisa da un esercito che ormai tratta ogni palestinese come se la sua vita fosse sacrificabile, prendendo di mira un comandante ricercato di un movimento la cui retorica proclama da tempo che "la morte è la nostra massima aspirazione".

Eppure quel comandante ha scelto di nascondersi in un appartamento all'interno di un edificio residenziale pieno di famiglie sfollate che si erano rifugiate lì in cerca di sicurezza e che non avevano idea della sua presenza. Questo è il quadro completo di quanto accaduto ieri.

E questa è la storia che deve essere raccontata per intero.

I civili di Gaza sono intrappolati tra forze e decisioni che non controllano. Non scelgono chi si nasconde al loro fianco. Non scelgono quando o dove Israele colpisce. Non scelgono le guerre, i calcoli, né chi li elabora. Eppure, ancora e ancora, sono loro a morire per tutto questo.

Dr. Ezzideen Shehab

Questa notte un altro orribile massacro.

Un attacco aereo israeliano su un appartamento residenziale nella parte occidentale di Gaza City ha ucciso cinque palestinesi, tra cui quattro donne, e ferito gravemente almeno altri sei mentre dormivano.

La chiesa greco-ortodossa di Gaza piange e dà l'ultimo addio a Maisa Abu Daoud e a sua figlia Mary Abu Daoud.

Nello stesso attacco e’ stata uccisa la dottoressa Yasmine Khamis Al-Boubou, accademica palestinese e direttrice del Dipartimento di Multimedia dell'Università della Palestina e la madre Haloom.

La quinta vittima Bilal Abu Oda di 21 anni.

3 anni di genocidio

78 anni di occupazione

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