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01 ottobre 2026
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L'AI alla guerra
di Emma Buonvino

LAVENDER, GOSPEL: QUANDO L'INTELLIGENCE ENTRA NELLA GUERRA

Per capire una parte di ciò che è accaduto a Gaza bisogna entrare in un territorio quasi invisibile: quello dell'intelligence israeliana e della trasformazione dei dati in possibili obiettivi militari.

Al centro c'è l'Unità 8200, una struttura d'élite dell'intelligence militare israeliana specializzata nell'intercettazione e nell'analisi delle comunicazioni.

Il sistema può partire da una quantità enorme di informazioni: telefonate, comunicazioni digitali, dati di localizzazione, immagini satellitari, informazioni provenienti da fonti umane e altre banche dati.

Secondo un'inchiesta del Guardian, +972 Magazine e Local Call pubblicata nel 2025, 8200 avrebbe inoltre utilizzato l'infrastruttura cloud Azure di Microsoft per conservare e analizzare milioni di telefonate palestinesi intercettate ogni giorno a Gaza e in Cisgiordania.

Il punto fondamentale è questo: prima ancora di parlare di bombe, esiste una gigantesca macchina di raccolta e classificazione delle informazioni sulle persone. E quando quelle informazioni entrano nella catena di targeting, un dato apparentemente innocuo può assumere conseguenze terribili.

LAVENDER: DAI DATI ALLE PERSONE

Secondo l'inchiesta di +972 Magazine e Local Call del 3 aprile 2024, l'esercito israeliano avrebbe utilizzato un sistema chiamato Lavender per analizzare enormi quantità di dati e attribuire agli individui una probabilità di appartenenza ad Hamas o alla Jihad islamica.

Secondo le testimonianze raccolte dall'inchiesta, Lavender avrebbe prodotto liste contenenti decine di migliaia di persone considerate potenziali appartenenti alle organizzazioni armate.

Qui si trova il problema fondamentale: un algoritmo non "conosce" una persona. La classifica sulla base dei dati che riceve e dei criteri con cui è stato costruito.

Secondo le fonti dell'inchiesta, nelle prime settimane della guerra Lavender sarebbe stato utilizzato su una scala enorme.

Il Guardian ha riferito che, secondo le fonti intervistate, l'Unità 8200 avrebbe contribuito alla messa a punto dell'algoritmo e che le fonti stimavano la sua accuratezza intorno al 90%.

Ma attenzione: "90% di accuratezza" significherebbe anche, in teoria, un errore nel 10% dei casi.

Quando si parla di migliaia di persone, il 10% non è un dettaglio statistico. Sono esseri umani.

Le informazioni su Lavender e sul ruolo attribuito a 8200 provengono principalmente dall'inchiesta di +972/Local Call e dalla successiva ricostruzione del Guardian; l'IDF contesta però la descrizione di Lavender come una "kill list" automatica e afferma che il sistema è uno strumento di organizzazione e correlazione dei dati, non un decisore autonomo.

GOSPEL: NON PIÙ SOLTANTO "CHI", MA "DOVE"

Lavender non era l'unico sistema. C'era anche Habsora, conosciuto in inglese come The Gospel.

La differenza descritta dalle fonti è importante:
Lavender → individui
Gospel → edifici e strutture.

Secondo l'IDF, Habsora serve a mettere in relazione enormi quantità di informazioni e a suggerire agli analisti quali strutture meritino ulteriori verifiche.

L'esercito israeliano sostiene che un analista umano debba controllare le informazioni e che nessun sistema informatico possa autonomamente trasformare una segnalazione in un ordine di attacco.

Ma l'inchiesta di +972 e Local Call ha descritto un processo di produzione degli obiettivi fortemente automatizzato, nel quale sistemi informatici erano capaci di elaborare enormi quantità di informazioni a una velocità impossibile per un essere umano.

Ed è proprio qui che nasce una domanda fondamentale: quanto controllo umano rimane realmente quando una macchina produce migliaia di segnalazioni che gli esseri umani devono poi verificare in tempi rapidissimi?

"WHERE'S DADDY?": ASPETTARE CHE IL BERSAGLIO TORNI A CASA

L'aspetto ancora più inquietante riguarda un sistema chiamato "Where's Daddy?".

Secondo le fonti dell'inchiesta di +972 e Local Call, il sistema serviva a seguire la posizione di persone già individuate come potenziali obiettivi e ad avvertire quando queste persone entravano nella propria abitazione.

Il meccanismo descritto era quindi, semplificando: raccolta dei dati → identificazione del sospetto → localizzazione → individuazione della casa → segnalazione del momento in cui il sospetto si trova lì → possibile attacco.

Secondo le testimonianze raccolte dall'inchiesta, in alcuni casi le informazioni sulla presenza della persona nell'abitazione non sarebbero state verificate nuovamente immediatamente prima dell'attacco.

Questo è uno dei punti più drammatici. Perché una casa non contiene soltanto il presunto obiettivo. Contiene una famiglia.

Bambini. Anziani. Persone che non partecipano alle ostilità.

E se l'informazione è sbagliata, l'errore non produce semplicemente un dato sbagliato. Può produrre morti.

Human Rights Watch ha esaminato Lavender, Gospel e Where's Daddy? come strumenti distinti utilizzati dall'esercito israeliano nella pianificazione e nel targeting; ha inoltre analizzato i rischi legati all'affidamento su grandi quantità di dati e sistemi di machine learning. L'IDF, dal canto suo, sostiene che l'uso di questi strumenti non elimini la verifica umana.

(continua)

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