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DDL antisemitismo: doppiopesismo
di Marinella Puleo
È già un segnale inquietante quando uno Stato comincia a distinguere tra le critiche "consentite" e quelle "da punire".
Il razzismo non ha un DDL dedicato, eppure esiste. L’antisemitismo non ha bisogno di un DDL per essere perseguito: gli strumenti ci sono già, e sono gli stessi.
L’articolo 604 bis è una norma completa, operativa, sufficiente.
Allora perché inventare una legge che non protegge una comunità, ma un governo?
Perché trasformare il dissenso politico in un reato d’opinione?
Perché fingere che la libertà di ricerca e di critica siano optional?
Mentre si può insultare quotidianamente un leader europeo senza che nessuno invochi nuove leggi (Sánchez), si pretende di blindare un altro leader che è accusato da organismi internazionali di crimini gravissimi (Netanyahu).
E la domanda diventa surreale: gli israeliani che criticano Israele cosa diventano, antisemiti per autocombustione?
Una democrazia non si misura dal numero di categorie che protegge con nuove etichette, ma da quanto lascia liberi i cittadini di dire la verità, anche quando brucia.
Se serve una legge per impedire di criticare un governo, allora il problema non è solo l’odio... È il governo.
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