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28 settembre 2026
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La bandiera sopra la collina
di Edoardo Morello

C'è una bandiera, su una collina. Non una bandiera qualsiasi, ma quella israeliana, piantata la settimana scorsa sopra la Strada 463, nel cuore dell'area metropolitana di Ramallah.

Amira Hass, che a Ramallah vive da quasi trent'anni ed è l'unica giornalista ebrea israeliana ad aver scelto di abitare tra le persone di cui scrive, l'ha fotografata e ne ha fatto il punto di partenza del suo ultimo pezzo su Haaretz. Negli ultimi mesi i residenti degli insediamenti hanno aumentato la pressione per aprire quella strada al traffico dei coloni.

La tesi di Hass è semplice e per questo inquietante: i coloni hanno dimostrato da tempo una grande capacità di pianificazione, nessuna loro iniziativa è isolata, e la campagna per aprire una strada est-ovest dentro Ramallah, insieme alle altre occupazioni lungo il tracciato, anticipa ciò che potrebbe accadere in altre città.

Secondo quanto ripreso dall'agenzia palestinese WAFA, Haaretz, citando il settimanale religioso di destra Olam Katan, riferisce che l'esercito intende creare le condizioni per aprire la Strada 463 ai coloni.

La strada attraversa il cuore dell'area Ramallah-Al Bireh e rischia di isolare dal resto della città i quartieri e i villaggi della parte settentrionale. Aprirla ai coloni significherebbe nuove misure di sicurezza, postazioni militari e checkpoint, possibili confische di terra lungo il percorso.

Otto villaggi e due grandi quartieri resterebbero separati dalle aree a sud, e decine di migliaia di palestinesi sarebbero costretti a usare la vecchia Strada 60 vicino al campo profughi di Jalazone, già gravemente congestionata.

Ecco allora che una strada smette di essere un'infrastruttura e diventa una frontiera interna. L'asfalto che la municipalità aveva steso per alleggerire il traffico tra Ramallah e Al Bireh rischia di trasformarsi in una linea che divide una città viva, fatta di scuole, mercati, pendolari, famiglie che si fanno visita la sera.

E non è un caso isolato. Hass collega la 463 ad altre azioni nel governatorato, e i coloni del blocco di Talmon chiedono anche un percorso alternativo a sud di Ramallah.

Il 14 settembre, riportava WAFA, coloni accompagnati da tre bulldozer hanno cominciato a scavare una strada su circa 70 dunam di uliveti di Ni'lin, a ovest di Ramallah, per favorire la nascita di un nuovo avamposto. E proprio stamattina, un gran numero di coloni ha fatto irruzione a Beitunia e sulla strada di Jaryut, protetti dalle forze di occupazione, lanciando pietre contro le auto di passaggio.

Il paesaggio della Cisgiordania si legge oggi come una mappa stradale: ogni tracciato racconta chi può muoversi e chi deve aspettare, chi arriva in dieci minuti e chi impiega un'ora.

Amira Hass ce lo ricorda da decenni, con la pazienza di chi osserva le cose piccole finché non diventano sistema.


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