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RAI: la visita guidata di Giovan Battista Brunori
di Edoardo Morello
Da quasi tre anni Israele tiene fuori dalla Striscia la stampa internazionale indipendente. Chi entra, entra al seguito dell'𝙄𝘿𝙁: l'esercito sceglie il percorso e cosa inquadrare, e di regola le immagini passano dalla censura militare prima di andare in onda.
È giornalismo al guinzaglio. Si può anche fare, a una condizione: dirlo chiaro, all'inizio, a chi guarda.
Poi c'è la superficie. Sopra quel tunnel c'è Gaza, o quello che ne resta. Macerie che si vedono anche di sfuggita, se uno alza lo sguardo.
Nel servizio non se ne dice una parola. La telecamera va giù, dove vuole l'esercito, e il racconto le va dietro.
LE DOMANDE
Allo spettatore hanno detto a quali condizioni si girava? Perché il tunnel sì e la città no? Quale altra fonte, palestinese, ONU o satellitare, bilancia quello che l'esercito ha scelto di mostrare?
Il canone lo paghiamo tutti in bolletta, senza poter scegliere. Proprio per questo abbiamo il diritto di pretendere un servizio pubblico, non una visita guidata.
Tg1 VERGOGNATEVI.
Voi che l'avete visto: cosa c'era sopra quel tunnel?
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