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24 settembre 2026
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Da un lato nessuna guerra, dall'altro centinaia
di Franca Zanaglio

Dopo il discorso del pedofilo corrotto stupratore cannibale pluribancarottiere ed eversore Trump, in cui ha annunciato al mondo il piano di distruzione dell'Iran e dell' intero popolo iraniano (come se Hitler fosse andato a Ginevra ad annunciare la distruzione dell' Europa e la Shoah e fosse stato ascoltato, perfino applaudito), è toccato parlare al presidente dell'Iran Pezeshkian, dopo le cui parole i delegati ameriKKKani se la sono data a gambe levate, loro i marines, gli sceriffi del pianeta.

Sono stati messi in fuga da un leader dal volto dignitoso, serio, che all' inizio del suo discorso ha mostrato le foto della scuola di Minab, ha ricordato la strage delle bambine e delle ragazze che lì studiavano, compiuta dagli Stati Uniti e da Israele.

"Il nostro popolo innocente è stato vittima di attacchi codardi. America e Israele ci hanno attaccato utilizzando le tecnologie più avanzate. Stanno commettendo un genocidio ed etichettano noi come terroristi. Siamo davvero noi la fonte dell'instabilità nel mondo?".

"Le armi atomiche e nucleari sono nelle mani del regime israeliano, ma gli ispettori, per controllare, li mandano in Iran. I$raele ha brutalmente ucciso oltre 80.000 civili a Gaza, ma l'Iran, pur partecipando ai negoziati, è stato bombardato.

Israele possiede le bombe, le armi di distruzione di massa, non è firmatario del Trattato di non proliferazione e durante la sua storia vergognosa non ha permesso nemmeno un singolo controllo, ma viene premiato con tutti i mezzi necessari per poter bombardare, a suo piacimento, qualsiasi capitale della regione." [...] I$raele possiede le bombe, le armi di distruzione di massa, non è firmatario del Trattato di non proliferazione e durante la sua storia vergognosa non ha permesso nemmeno un singolo controllo, ma viene premiato con tutti i mezzi necessari per poter bombardare, a suo piacimento, qualsiasi capitale della regione."

La verità espressa con fermezza, contegno e dignità è rimbalzata nella sala sbattendo in faccia ai delegati statunitensi la vergogna davanti al mondo lì riunito e davanti al mondo che seguiva le immagini. I "padroni" del Palazzo di vetro sono scappati.

Ci sarà un incontro tra Trump e Xi Jin Ping. Sarà un vertice tra due mondi, quello che avanza e viene da molto lontano dopo aver "lungamente marciato" fuori dal feudalesimo e dalla miseria, portando sulle spalle la propria storia e la propria saggezza millenaria, un popolo antichissimo che in meno di 80 anni è divenuto potenza mondiale, economica, tecnologica e politica, e l'altro che finora ha rappresentato un popolo giovane, con un ridotto bagaglio storico-culturale, per niente saggio anzi scriteriato e avido, che nei suoi soli 250 anni di vita ha sempre marciato non alla testa ma sopra la testa di tutti, in ogni continente.

Sarà l'incontro tra chi ha camminato piano e viene da lontano e chi ha corso in due secoli e mezzo pure troppo e mostra di non essere più il primo nella corsa, anche se continua a sgomitare e a fare gli sgambetti, tra chi parla con tono pacato, educatamente, e chi urla e infarcisce le frasi di arroganza, bizzarri strafalcioni e contumelie.

Sarà l'incontro del Dragone asiatico con l Aquila americana che ha scelto di farsi rappresentare da un tacchino: il Dragone nel nido dell' Aquila sloggiata dal tacchino.

Mi auguro che a breve le penne dell' Aquila insieme a quelle del tacchino vengano arrostite dall' educata e composta bocca del Dragone, che il volo dell' Aquila venga definitivamente fermato dal volo del Dragone. Due simboli per due paesi e due popoli molto indicativi.

Se l' aquila domina il cielo ed è la regina dei predatori, il drago, simbolo di potere, fortuna e prosperità nella cultura cinese, a differenza dei draghi nella mitologia occidentale non rappresenta il male e la distruzione ma è una forza benevola, una figura che governa il Cosmo, una forza vitale legata all'acqua e al cielo che nutre la terra portando la pioggia, che rappresenta la Creazione.

Da un lato del tavolo i discendenti del Drago, dotati di una lunghissima e ricca storia, di un' identità fatta di tradizione, di cultura, di forza e dignità, da alcuni decenni professanti l' ateismo coniugato alle solide basi culturali del Confucianesimo, dall' altro lato l'ignoranza tracotante, l'avidità, il nichilismo dei senza radici, dei senza Dio che ne usurpano il nome per suffragare la propria idea di superiorità (insomma mettendo il timbro a stelle e strisce sulla Bibbia e sul mito del popolo eletto), dei blasfemi seriali che credono benedette dal Cielo tutte le loro guerre.

Ecco, da un lato nessuna guerra, dall'altro centinaia.

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