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Sacerdoti in corteo per la pace, dal Vaticano alla Leonardo Spa
di Santina Sconza
Sono i preti contro il genocidio, fanno parte della rete internazionale nata lo scorso anno e che ora conta oltre 2.500 aderenti da 67 Paesi di tutti i continenti, fra cui tre cardinali e una ventina di vescovi.
Un grande sudario con il nome di 300 bambini uccisi dalle forze armate israeliane a Gaza e in Libano dopo la proclamazione del cessate-il-fuoco mai attuato.
Sono in 200 si sono radunati alla chiesa di Santo Spirito in Sassia, a due passi da San Pietro, nessuna bandiera, alcune kefiah indossate sul saio, tutti con lo stesso cartello di una Madonna con un bambino scheletrico in braccio e la scritta «Christ died in Gaza», Cristo è morto a Gaza.
A guidare il corteo tre vescovi, Franco Moscone di Manfredonia, Christian Carlassare di Rumbek, in Sud Sudan e Giovanni Ricchiuti presidente di Pax Cristi. A chiuderlo un gruppo di donne che porta foto e nomi di bambini libanesi uccisi dai bombardamenti israeliani.
La prima sosta in piazza San Pietro, viene letto un testo del profeta Isaia «È trascurato il diritto e la giustizia se ne sta lontana».
Una lettera del cardinale Pizzaballa:
«Esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato. Le responsabilità sono diverse. Riconoscere questa differenza è un atto di rispetto verso la giustizia e la verità».
La seconda sosta sotto l’ambasciata della Palestina presso la Santa sede.
Il Vaticano ha riconosciuto ufficialmente lo Stato palestinese – dove viene intonata una canzone dedicata a Taybeh, villaggio cristiano in Cisgiordania, da tempo sottoposto a violenze e incursioni da parte dei coloni israeliani.
Si ferma sotto l’ambasciata del Libano, ed infine si dirige a piazza Monte Grappa alla sede legale di Leonardo Spa, presidiata da alcuni militari e da un blindato dell'esercito.
La Leonardo Spa è la principale azienda armiera italiana che ha stabili rapporti commerciali con Israele.
Alla Leonardo Spa si ferma la marcia, al megafono Monsignor Ricchiuti:
«Siamo qui anche per chiedere lo stop alla vendita di armi a Israele e a tutti i Paesi che commettono crimini contro l’umanità»
Più esplicito, più dure le parole del vescovo di Manfredonia Moscone:
"La Corte penale internazionale dovrebbe spiccare mandati di cattura per tutti coloro che siedono nei Consigli di amministrazione di Leonardo e di tutte le aziende che fabbricano e vendono armi per le guerre».
Fin quando la politica supporta le industrie belliche che sono al servizio della guerra è responsabile e complice del genocidio.
Post scriptum: sarò noiosa ma continuerò all'infinito a scrivere e a lottare per la pace, l'umanità si salverà solo se vivrà in pace.
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