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24 settembre 2026
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Israele: giudici ebrei tagliano fuori liste elettorali arabe
di Rosa Rinaldi

Prosegue la serie: in Israele vivono 2 milioni di arabi con pari diritti.

A circa un mese dalle elezioni c'è stato un atto violentissimo: sono state escluse dalla competizione per le prossime elezioni TUTTE le liste arabe.

La mozione iniziale era partita da un' accusa mossa dalla coalizione di Netanyahu al presidente del partito arabo Balad, Sami Abu Shadeh.

L'accusa riguardava un discorso che Shadeh avrebbe pronunciato l'8 ottobre.

E dunque oggi la Commissione elettorale centrale israeliana ha votato per escludere dalle elezioni sia Ra’am (Lista Araba Unita) che la Lista Comune (formata dai partiti Hadash, Ta’al e Balad).

È stata inoltre approvata la squalifica di Shadeh e del deputato di Hadash, Ofer Cassif.

Per quanto riguarda Abu Shadeh, la sua esclusione è stata votata con 31 voti contro 4, con il sostegno di TUTTI i partiti di opposizione.

Anche la procuratrice generale Gali Baharav-Miara ha espresso un parere favorevole. Inoltre, in una scelta SENZA PRECEDENTI da circa vent'anni, il giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg, che presiede la Commissione elettorale, ha deciso di partecipare personalmente al voto e ha votato a favore della squalifica (i Presidenti della Commissione provenienti dalla Corte Suprema finora si erano astenuti per mantenere una psedo-neutralità).

È un fatto orribile, che mette una ulteriore pietra tombale su chi continua a chiamare "democrazia" l'etnocrazia israeliana.

Queste che seguono sono le parole del giornalista israeliano 𝗜𝘁𝘀𝗶𝗸 𝗭𝘂𝗮𝗿𝗲𝘁𝘀 a commento del fatto: (traduzione)

"Guardate questo fotogramma. È seduto un uomo [ Sami Abu Shhadeh] un combattente per la giustizia, un amante dell’umanità, eloquente, intelligente, rinchiuso dentro uno schermo enorme che amplifica la tragedia in cui si trova. E anche noi, esseri umani normali, ci troviamo dentro.

Mi è venuto in mente l’auto da fé dell’Inquisizione. In questa disgustosa cerimonia, il destino e la condanna di Sami Abu Shhadeh erano già stati stabiliti prima ancora che cominciasse.

Questo è il destino di un uomo intelligente e amante dell’umanità, questo è il destino degli elettori e delle elettrici, di esseri umani normali. Questo è il destino di un luogo nato nel crimine.

E la fine? Spero che sia come la Germania nazista. La cerimonia aveva un solo scopo: umiliare e calpestare la dignità dei sostenitori e delle sostenitrici della Lista Comune, e soprattutto quella di Sami Abu Shhadeh.

È incredibile come sia stato costretto a difendersi davanti a quella feccia, a leggere da dei fogli, come un imputato, di fronte a espliciti appelli al genocidio, alla barbarie, al cannibalismo e al sadismo provenienti dalla parte che lo stava giudicando. Una follia.

Sami Abu Shhadeh non è stato costretto a spiegare o chiarire il testo straordinario e profondo che aveva scritto; è stato costretto a inchinarsi, ad abbassare la testa davanti ai suoi padroni, i giudici ebrei.

Come un ebreo che cammina in un campo di sterminio e si toglie il cappello davanti al suo padrone — un ufficiale delle SS — quando questi gli passa accanto.

Ma ho una buona notizia: chiunque abbia creduto che questo luogo fosse perduto, ha assistito all’avverarsi di una profezia.

Israele è un luogo pieno di razzismo, odio, ignoranza, rozzezza, analfabetismo. Un luogo in cui gli esseri umani non amano la vita, ma celebrano la morte, che è diventata il bisogno stesso della loro esistenza.

Per quanto riguarda il testo scritto da Sami Abu Shhadeh, ne parlerò separatamente più avanti".

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