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Unica strada porre fine all'occupazione
di Edoardo Morello
Un soldato riservista israeliano è stato ferito gravemente a un posto di blocco vicino all'insediamento di Beit Horon, in Cisgiordania occupata. È il figlio dell'ambasciatore d'Israele a Washington.
L'uomo che si è lanciato con l'auto contro il checkpoint, Mahmoud Muhammad Mahmoud Suleiman, 29 anni, del vicino villaggio di Beit Ur al-Tahta, è stato ucciso sul posto. Le autorità israeliane trattengono ancora la sua salma.
I titoli parlano di attentato. Io faccio una domanda semplice: secondo quale legge un popolo dovrebbe restare fermo mentre un esercito occupa la sua terra, mentre i coloni bruciano gli uliveti, sparano nei villaggi, cacciano le famiglie dalle case in cui vivevano da generazioni?
Quella legge non esiste. Non la scrive il diritto internazionale, che riconosce ai popoli sotto occupazione il diritto all'autodeterminazione e che, con la Corte internazionale di giustizia, ha dichiarato illegali l'occupazione e le colonie.
Non la scrive nemmeno la Chiesa, che ammette la legittima difesa.
E non la scrive la nostra storia: la Repubblica italiana è nata da uomini e donne che presero le armi contro un esercito occupante. Li chiamiamo partigiani, non terroristi.
Lo dico chiaramente: io sto con chi difende la propria terra.
E proprio per questo tengo fermo un confine. Un posto di blocco militare in territorio occupato non è una scuola, non è un autobus, non è un festival.
I civili non si toccano, mai, da nessuna parte, e chi li colpisce tradisce la causa che dice di servire. Ma chi presidia con il fucile la terra di un altro popolo non può pretendere che quel popolo lo accolga in silenzio.
Mi dispiace per ogni padre che veglia un figlio in ospedale. Mi dispiace anche per la madre di Beit Ur al-Tahta, che non ha nemmeno un corpo da seppellire. La differenza è che di lei non parlerà nessun telegiornale.
Finché ci sarà occupazione, ci sarà resistenza.
La strada per fermare la violenza non è chiedere ai palestinesi di porgere l'altra guancia. È porre fine all'occupazione.
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