 |
USA in declino
di Gabriele Germani
Ci sono momenti storici in cui una potenza in declino comincia a muoversi a casaccio e nel tentativo disperato di arginarlo finisce per farlo arrivare ancora prima.
Tutta la strategia degli USA si regge sul controllo dei mari e sul contenimento di nuovi rivali in Eurasia. Prima la Germania, poi l'URSS e infine la Cina hanno costituito la grande preoccupazione degli strateghi del Pentagono per ormai un secolo.
L'Eurasia corre infatti lungo la linea temperata, storicamente per questo motivo è stata culla delle maggiori civiltà, ma anche serbatoio di gran parte dell'umanità e dell'economia mondiale, circondata da mari caldi e regioni con tante risorse.
La più grande sfida lanciata di recente agli USA è stata la Via della Seta, il progetto di costruire un reticolo tra la regione produttrice, la Cina e i consumatori, l'Europa; con in mezzo partner e materie prime: mondo arabo, Asia Centrale e Russia.
Tutta la strategia USA degli ultimi anni va letta come un contenimento della Cina via terra e uno strangolamento via mare.
Afghanistan, Iraq, Ucraina, crisi nel Caucaso e poi ancora Siria e instabilità tra Pakistan e India, tutto doveva obbligare la Cina sui mari, dove gli USA avrebbero potuto facilmente strangolarla.
Netanyahu si presenta all'ONU e parla di benedizione: India, Emirati Arabi, Israele, tutti paesi sul mare e parte del progetto indiano della Via del Cotone. E di maledizione: Iran, Iraq, Siria: tutti paesi di terra.
La strategia è chiara: si da però il caso che non puoi fermare i processi storici e così vai a guerra con l'Iran e scopri che i porti chiusi non fanno che rinsaldare le relazioni con i vicini e schizzare il commercio via terra, qualcosa che Usa e Israele non possono controllare e che anzi li esclude.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|