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21 settembre 2026
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Tunisi: protesta per liberare quattro attivisti della flotilla
di Marilina Mazzaferro

Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Tunisi per chiedere il rilascio di quattro attivisti detenuti in relazione alla "Global Sumud Flotilla" e per denunciare una campagna volta a colpire le iniziative di solidarietà con la Palestina.

La manifestazione ha avuto inizio davanti alla sede del Sindacato Nazionale dei Giornalisti Tunisini (SNJT); i partecipanti si sono poi diretti verso Avenue Habib Bourguiba sventolando bandiere palestinesi e tunisine ed esponendo le immagini dei detenuti. I manifestanti hanno chiesto l'archiviazione del procedimento a carico dei quattro attivisti e hanno rivolto cori di protesta contro il governo del presidente Kais Saied, accusando le autorità di repressione e di servire interessi stranieri.

La protesta giunge dopo che un tribunale tunisino ha prorogato di altri quattro mesi la custodia cautelare di Wael Naouar, Ghassen Henchiri, Ghassen Boughdiri e Nabil Channoufi. I quattro sono in stato di detenzione dal mese di marzo nell'ambito di un'indagine su presunte irregolarità finanziarie legate alle attività di raccolta fondi per la flottiglia, secondo quanto riferito dai media statali tunisini citando fonti giudiziarie.

Naouar, membro del comitato direttivo della flottiglia, ha iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato il 16 agosto per protestare contro la sua prolungata detenzione. Henchiri, Boughdiri e Channoufi si sono uniti allo sciopero il 9 settembre, secondo quanto riferito dai sostenitori e dalla Global Sumud Flotilla.

I sostenitori dei detenuti affermano che il loro caso va oltre le accuse di natura finanziaria e si inserisce in un più ampio giro di vite contro esponenti politici e della società civile.

Secondo diversi rapporti, attivisti, giornalisti, difensori dei diritti umani e sindacalisti sono sempre più spesso oggetto di procedimenti legali analoghi, che comportano accuse di reati finanziari e riciclaggio di denaro. I quattro detenuti fanno parte della Global Sumud Flotilla, un'iniziativa internazionale che mirava a sfidare il blocco di Gaza imposto dal regime israeliano e a trasportare aiuti umanitari nella Striscia.

Appelli per il rilascio degli attivisti sono giunti anche da ex membri dell'Unione Generale degli Studenti della Tunisia (UGET).

Martedì, ex dirigenti e attivisti dell'UGET, rappresentanti di diverse generazioni del movimento studentesco, hanno rilasciato una dichiarazione chiedendo l'immediato rilascio dei quattro detenuti, tra cui Naouar, che in passato ha ricoperto la carica di segretario generale del sindacato. Hanno inoltre esortato organizzazioni studentesche, sindacati, gruppi per i diritti umani e altri organismi della società civile a mobilitarsi per il caso, ritenendo al contempo Saied e il suo governo responsabili dell'incolumità di coloro che stanno attuando lo sciopero della fame.

Nidhal Khadraoui, un altro ex segretario generale dell'UGET, ha affermato che i detenuti sono determinati a proseguire lo sciopero della fame fino alla loro liberazione. Ha inoltre espresso preoccupazione per le condizioni di salute di Henchiri, spiegando che necessita di un intervento chirurgico a causa delle complicazioni derivanti da una lesione subita durante la detenzione da parte del regime israeliano. Secondo Khadraoui, l'operazione non è ancora stata eseguita, nonostante il medico del carcere ne avesse raccomandato l'effettuazione.

Il fermo dei quattro attivisti avviene in un clima di crescenti critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani riguardo alle restrizioni imposte alla società civile in Tunisia.

Human Rights Watch ha accusato le autorità tunisine di ricorrere sempre più spesso a leggi in materia finanziaria, antiriciclaggio e antiterrorismo per colpire attivisti ed esponenti della società civile.

Le autorità tunisine respingono le accuse secondo cui la magistratura verrebbe utilizzata per reprimere gli oppositori politici; il governo sostiene che la magistratura sia indipendente e che i procedimenti legali si svolgano nel rispetto della legge.

I sostenitori della "Global Sumud Flotilla" continuano a organizzare proteste per chiedere l'immediato rilascio dei "quattro di Sumud", rendendo la detenzione degli attivisti un tema di crescente rilievo tra i gruppi tunisini solidali con la causa palestinese.

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