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21 settembre 2026
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Brics e Sco rimodellano l’ordine mondiale senza l’Occidente
di Giacomo Gabellini

Lo scorso 12 settembre, a margine del 18° vertice Brics tenutosi a Nuova Delhi, il primo ministro indiano Modi ha annunciato la sottoscrizione all’unanimità della dichiarazione finale in cui si afferma che:

- I Brics invocano la revoca delle sanzioni unilaterali e secondarie, definendole illegali;

- I Brics continueranno a lavorare sulla creazione di meccanismi per i pagamenti transfrontalieri e l’uso delle valute nazionali;

- Il Sud Globale svolge il ruolo di forza trainante per un cambiamento positivo in mezzo a gravi sfide internazionali;

- I Paesi membri dell’associazione accolgono con favore il riconoscimento della schiavitù africana come crimine gravissimo;

- I Brics continueranno a sostenere le Nazioni Unite nell’adempimento del loro mandato;

- I Paesi in via di sviluppo devono intensificare il dialogo per costruire un sistema equo di governance globale;

- I Brics esprimono preoccupazione per l’aumento dei rischi di minaccia nucleare e conflitto e chiedono il rafforzamento del regime di non proliferazione;

- I Brics hanno espresso preoccupazione per gli attacchi deliberati alle infrastrutture civili e alle strutture nucleari pacifiche sotto la salvaguardia dell’Aiea;

- I Paesi membri dell’associazione condannano con forza qualsiasi atto di terrorismo indipendentemente dalla motivazione, dal luogo, dal momento e dagli autori;

- I Brics respingono qualsiasi misura unilaterale volta a modificare lo status legale e storico di Gerusalemme;

- I Paesi membri dell’associazione hanno chiesto la revoca delle restrizioni economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba;

- La multipolarità amplia le opportunità per i Paesi in via di sviluppo di partecipare a una globalizzazione economica equa;

- La crescita di misure tariffarie e non tariffarie unilaterali minaccia il commercio globale;

- I Brics sono preoccupati per l’impennata della spesa militare, i conflitti internazionali, nonché per la polarizzazione e la frammentazione dell’ordine internazionale;

- I leader dell’associazione dichiarano che la revisione unilaterale della composizione del G-20 è inaccettabile.

La dichiarazione finale riprende molti dei temi che erano stati affrontati giorni prima a Bishkek, in occasione dell’incontro della Shanghai Cooperation Organisation.

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