 |
WP: soldati morti in Iran, Pentagono mente sui numeri
di Leandro Leggeri
Il numero dei militari statunitensi morti in Medio Oriente dall’inizio della guerra contro l’Iran sarebbe superiore a quello riportato pubblicamente dal Pentagono.
Lo rivela il Washington Post, citando sei funzionari statunitensi a conoscenza dei dati interni del Dipartimento della Difesa. Cinque delle fonti riferiscono di almeno 22 militari morti, quattro in più rispetto ai 18 presenti nel Defense Casualty Analysis System (DCAS), la banca dati pubblica del Pentagono al momento della verifica del quotidiano.
Un sesto funzionario parla invece di 23 morti dal 28 febbraio, data d’inizio della guerra. Non tutti i decessi non ancora inclusi nel conteggio pubblico sarebbero necessariamente conseguenza diretta delle operazioni contro l’Iran.
Secondo la stessa fonte, dall’inizio delle ostilità sarebbero morti anche tre contractor statunitensi presenti nella regione.
Il Pentagono non ha risposto alle domande del Washington Post sulla discrepanza. Rimangono inoltre sconosciuti identità, luogo, data e circostanze precise dei decessi non presenti nel database pubblico.
Il bilancio ufficiale indica inoltre oltre 820 militari statunitensi feriti in azione dall’inizio del conflitto. Molti avrebbero riportato lesioni cerebrali traumatiche in seguito agli attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente.
Il Washington Post riferisce anche nuovi dati sui costi della guerra. Secondo un documento visionato dal quotidiano, lo US Central Command avrebbe stimato in circa 43,6 miliardi di dollari il costo delle operazioni fino ai primi giorni di settembre, dei quali circa 28 miliardi relativi alle munizioni impiegate. La cifra non comprenderebbe i danni subiti dalle installazioni militari statunitensi.
La gestione dei dati sulle vittime è diventata anche una questione politica a Washington. A luglio quattro militari morti erano stati temporaneamente esclusi dal conteggio relativo all’Operation Epic Fury, mentre l’amministrazione aveva riclassificato le nuove ostilità sotto la categoria “Overseas Operations”.
Al Congresso, alcuni parlamentari democratici veterani stanno promuovendo una legge volta a impedire manipolazioni dei dati governativi sulle perdite militari. Il repubblicano Thomas Massie ha invece promosso questa settimana un voto alla Camera per l’impeachment del segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusandolo di aver proseguito le ostilità senza l’autorizzazione del Congresso.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|