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18 settembre 2026
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Disobbedienza
di Franca Zanaglio

La giovane vispa Teresa piddina ha toppato alla grande annunciando per poi miseramente ridimensionare , ed è indicativo del livello, la volontà di "disertare" in caso di chiamata alle armi da parte dei giovani del partito.

Avrebbe dovuto usare il termine "disobbedire", ha fatto rilevare Bersani, il quale però mi è caduto anche lui dal piedistallo quando ha evocato il religioso di Pax Christi, per giustificare l' invio di mezzi antiaerei e di tutti gli strumenti bellici possibili in aiuto ad un paese "invaso".

Ricorderei al buon Bersani che nessuno di Pax Christi o del PD pensa di inviare aiuti all'Iran invaso, così come al Libano invaso o alla Siria, anzi mi pare ci sia stato una sommessa ma non accorata rimostranza contro la partecipazione dell'Italia all' invasione di Iraq, Afghanistan e Libia.

Ora, mi parrebbe perfino banale evocare la figura di Don Milani, che purtroppo non è più tra noi ma che avrebbe molto da ridire ("l'obbedienza non è più una virtù"), mi accontenterei di chiamare in causa il vivo e vegeto, ci auguriamo ancora a lungo, Padre Zanotelli, strenuamente difensore della pace intesa non solo come non-violenza ma come totale ripudio delle armi.

Unica deroga la legittima lotta armata per chi debba difendere la propria libertà e cacciare l'oppressore, come fu per i nostri partigiani, come dovrebbe essere per i Palestinesi, per i Libanesi...

Pertanto, giacché Pier Luigi Bersani, fin qui stimatissimo residuato di una classica politica ormai estinta e malinconicamente rimpianta, ci ha chiaramente detto ieri sera che pure lui è a favore delle armi all'Ucraina ovvero per lo sterminio degli Ucraini sull' altare della dea NATO, levo anche lui dalla vetrina e lo accantono insieme a tutti gli altri, con profondo rammarico sia chiaro.

La visione strabica del Partito democratico che si ostina a mettere insieme riforme a favore dei lavoratori, dei pensionati, di tutte le classi disagiate, con un impegno finanziario del'Italia per armi e guerra, ci dà l' idea di un fallimento di intenti e di progetto politico. Una cosa esclude l' altra caro Bersani.

A proposito della "diserzione" e della "disobbedienza civile", aggiungerei la "renitenza".

Molti fra i partigiani e i deportati in Germania furono i renitenti alla leva della RSI, insieme a disertori. .

Il rifiuto di imbracciare le armi per la causa sbagliata ebbe diverse sfaccettature. E i disertori ed i renitenti alla guerra di Mussolini e di Hitler non disertarono però quasi tutti la chiamata alla lotta armata della Resistenza.

A noi, come cittadini democratici e fedeli alla Costituzione repubblicana antifascista, caro Pier Luigi Bersani, tocca la disobbedienza civile, la renitenza all'obbligo di partecipare alle guerre, e la diserzione dai partiti votati alla NATO e all' industria delle armi.

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