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Ministro Crosetto, com'è umano lei
di Santina Sconza
Il ministro Crosetto ha a cuore il popolo italiano, ha incaricato i vertici militari di valutare le condizioni di sicurezza e le possibilità operative e giuridiche di un intervento italiano in uno dei principali collegamenti tra l’Oceano Indiano, il Mar Rosso e il canale di Suez. La zona è nuovamente considerata a rischio per l’attività degli Houthi, il movimento yemenita che controlla gran parte della costa occidentale dello Yemen e che negli ultimi anni ha più volte attaccato navi commerciali e militari.
In zona c’è la missione Aspides per conto dell’Ue.
Oggi ci sono la fregata italiana Bergamini, la francese Provence, la greca Hydra e un cacciamine belga. Il comando è del Commodoro greco Vasileios Gryparis e la bandiera dei Ventisette.
Sulla Bergamini ci sono 160 militari, missili Aster 15/30, sistemi antinave ed elicotteri per la sorveglianza.
La fregata deve proteggere le navi europee esposte alla minaccia di droni e missili.
Ma domani potrebbe ricevere il mandato di proteggere solo i cargo italiani.
Ieri durante il Forum Risorsa Mare a La Spezia, Crosetto ha detto: «Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno».
In realtà sono gli armatori italiani ad aver fatto la richiesta.
Il ministro ha aggiunto che l’Italia potrebbe intervenire direttamente per permettere alle proprie navi commerciali di attraversare lo stretto, spiegando: «Probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra perché ritardare i tempi in casi come quello significa ritardare l’economia, significa aggravare problemi».
«Con lo Stretto di Hormuz bloccato e lo Stretto di Bab El-Mandeb semi-bloccato, il Mediterraneo centrale è tagliato fuori e non solo avremmo un contraccolpo sugli approvvigionamenti, con tutto quel che sappiamo dell’inflazione, ma i nostri porti ne sarebbero strangolati. Le conseguenze economiche per noi potrebbero essere drammatiche. La necessità di protezione è indubitabile».
A Gibuti rimangono intanto le forze italiane già presenti nell’area, comprese unità navali e un contingente militare sulla terraferma. Crosetto ha detto che la situazione nel paese non è al momento direttamente coinvolta nelle operazioni degli Houthi e che la priorità è ripristinare il traffico attraverso Bab el Mandeb.
Vincere! E vinceremo!» è la celebre frase pronunciata da Benito Mussolini nel discorso del 10 giugno 1940 con cui annunciò l'entrata in guerra dell'Italia nella seconda guerra mondiale.
Ma Crosetto non è il cattivone Benito, lui è il ministro buono del governo Meloni, è Shrek l'orco verde, chiederà al Parlamento l'autorizzazione, non affamerà il popolo, non ci porterà in guerra, peccato che tanti militari italiani sono già in postazioni di guerra.
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