Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
17 settembre 2026
tutti gli speciali

Dabashi: Israele ha perso il popolo USA. I politici saranno i prossimi
di Leandro Leggeri

Negli Stati Uniti starebbe maturando un cambiamento profondo nel rapporto tra opinione pubblica, classe politica e Israele. È la tesi sostenuta da Hamid Dabashi, professore di Iranian Studies and Comparative Literature alla Columbia University, in un editoriale pubblicato su Middle East Eye.

Secondo Dabashi, dopo oltre due anni di guerra a Gaza e con l'attuale conflitto contro l'Iran, il tradizionale consenso statunitense intorno al sostegno militare a Israele starebbe progressivamente incrinandosi. Il cambiamento, sostiene l'autore, non riguarderebbe più soltanto settori della sinistra americana, ma starebbe attraversando ambienti politici e sociali differenti.

Uno dei segnali più significativi citati nell'articolo è il voto dello scorso luglio alla Camera dei Rappresentanti: 103 democratici, insieme al repubblicano Thomas Massie, hanno sostenuto un emendamento volto a bloccare 3,3 miliardi di dollari di aiuti militari a Israele. Per Dabashi, si tratta della dimostrazione che posizioni un tempo marginali stanno entrando sempre più apertamente nel dibattito politico nazionale.

L'autore richiama inoltre le difficoltà incontrate dall'AIPAC nel contrastare candidati critici nei confronti della politica israeliana. Tra gli esempi cita la vittoria di Abdul El-Sayed nelle primarie democratiche per il Senato in Michigan, nonostante le ingenti risorse impiegate contro la sua candidatura da organizzazioni filo-israeliane.

Dabashi attribuisce particolare importanza anche all'emergere di una nuova generazione politica rappresentata da figure come Zohran Mamdani, Brad Lander, Claire Valdez, Aber Kawas e Chris Rabb, mentre esponenti nazionali come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez assumono posizioni sempre più critiche verso la politica israeliana.

Il cambiamento sarebbe visibile anche fuori dalle istituzioni. Personalità del mondo culturale e dello spettacolo come Mark Ruffalo, Susan Sarandon e Macklemore hanno assunto pubblicamente posizioni sulla Palestina, mentre intellettuali come Ta-Nehisi Coates sono diventati protagonisti del dibattito sul rapporto tra Stati Uniti e Israele.

La guerra contro l'Iran rappresenterebbe, secondo Dabashi, un ulteriore punto di rottura. L'autore sostiene che l'opposizione americana al conflitto e le crescenti preoccupazioni per il consumo delle scorte militari statunitensi stiano rafforzando le contestazioni nei confronti della tradizionale politica mediorientale di Washington.

Dabashi interpreta questi sviluppi come l'inizio di una trasformazione strutturale della cultura politica americana: dopo aver perso una parte consistente dell'opinione pubblica, Israele rischierebbe ora, secondo la sua analisi, di vedere progressivamente ridursi anche il sostegno politico bipartisan di cui ha tradizionalmente goduto negli Stati Uniti.

VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale