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16 settembre 2026
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Sabra e Shatila ancora oggi
di Franca Zanaglio

Per i Palestinesi è sempre Sabra e Shatila, i massacri tra il 16 ed il 18 settembre 1982 in cui vennero uccisi a migliaia, compiuti dalle milizie cristiane libanesi, sostenute, e dettata, da Israele.

Nel 1982, in piena guerra civile (1975-1990), il Libano subì l’invasione dall' IDF impegnato nella missione di ritiro dell’ OLP di Arafat, nel paese dal 1948. Il casus belli di Tel Aviv per giustificare l’invasione fu il tentato assassinio del suo ambasciatore a Londra in giugno, da parte dall’organizzazione palestinese Abu Nidal.

Fu documentato che non c'era collegamento e che l’OLP stava rispettando l’accordo di cessate il fuoco in vigore con Tel Aviv e stabilizzando la frontiera nel Sud del Libano.

Nonostante ciò, Israele usò la vicenda per rompere il cessate il fuoco, invadendo il Libano e circondando Beirut.

Il 23 agosto, Bachir Gemayel, leader maronita delle Forze libanesi di destra, fu eletto Presidente della Repubblica e ben accolto da Tel Aviv, a rafforzamento dei legami tra I$raeliani e Cristiano-maroniti.

L’11 settembre 1982 le Forze Internazionali lasciarono Beirut. Il 14 Gemayel venne assassinato da un cristiano libanese in un’esplosione che colpì il suo Quartier Generale.

I leader palestinesi e libanesi musulmani negarono ogni coinvolgimento nell’assassinio, ma la sera stessa il Premier israeliano Begin, il Ministro della Difesa Ariel Sharon ed il Capo dello Staff militare Rafael Eitan decisero di invadere Beirut Ovest, in violazione dell’accordo di cessate il fuoco.

Eitan volò a Beirut per istruire le Falangi, circondarono i campi profughi di Sabra e Chatila e i carri armati israeliani iniziarono a bombardarli. Il 16 settembre i sionisti diedero l’ordine di attaccare Beirut Ovest ai Falangisti, che iniziarono ad avanzare.

In una conversazione tra un falangista ed un ufficiale israeliano il primo affermò: “IL NOSTRO PROBLEMA E' CAPIRE SE INIZIARE DALO STUPRO O DALL'OMICIDIO”. Durante l’irruzione molte furono le esecuzioni sommarie, i Palestinesi messi in fila per essere ammazzati.

Di notte, su richiesta delle Falangi, le luci dell’IDF furono lasciate accese in tutta l’area dei campi, per permettere le esecuzioni.

Il giornalista e diplomatico norvegese Gunnar Flakstad osservò i Falangisti durante le operazioni di sgombero e rimozione dei corpi delle vittime dalle case distrutte nel campo di Chatila. "Molti dei corpi ritrovati furono mutilati. Molti ragazzi furono castrati, molti vennero ritrovati con lo scalpo e altri ancora con la croce cristiana incisa sui loro corpi."

Janet Lee Stevens, una giornalista americana, in una lettera a suo marito, scrisse: “Ho visto donne morte nelle loro case con le gonne alzate fino alla vita e le loro gambe aperte; decine di ragazzi sparati dopo esser stati mutilati; bambini con la gola tagliata; una donna incinta con lo stomaco aperto e con gli occhi spalancati; innumerevoli bambini e neonati accoltellati e gettati nell’immondizia”.

“Furono le mosche a farcelo capire. Erano milioni e il loro ronzio era eloquente quasi quanto l’odore. Grosse come mosconi, all’inizio ci coprirono completamente, ignare della differenza tra vivi e morti. Se stavamo fermi a scrivere, si insediavano come un esercito – a legioni – sulla superficie bianca dei nostri taccuini, sulle mani, le braccia, le facce, sempre concentrandosi intorno agli occhi e alla bocca, spostandosi da un corpo all’altro, dai molti morti ai pochi vivi, da cadavere a giornalista, con i corpicini verdi, palpitanti di eccitazione quando trovavano carne fresca sulla quale fermarsi a banchettare." Robert Fisk

Dal nostro miserando angolino italiano non possiamo fare a meno di pensare che se allora, il Presidente dei presidenti Sandro Pertini, che si commosse di fronte agli orrori di Sabra e Shatila, che non esitò ad esprimere la sua condanna e a manifestare il suo sdegno, recandosi di persona a dare conforto ai feriti e a portare il cordoglio dell'Italia per le vittime, Mattarella se ne sarebbe ben guardato.

Dal discorso di fine anno: "Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società".

La sua onestà intellettuale e il suo coraggio da antifascista e comandante della Resistenza li ricordiamo con ammirazione, soffrendo la mancanza di una figura, nell'Italia di oggi della stessa statura.

Ricordiamo che l'allora segretario del PCI Enrico Berlinguer, dando voce al sentimento di tutto il partito (escluso Fassino ipotizzo) urlò lo sdegno per le stragi, denunciò il crimine e la condizione del popolo palestinese. Immagino la Schlein passare oltre, come ha fatto per due anni per Gaza.

Ricordiamo che la RAI (lottizzata) di allora fece ampi servizi sugli avvenimenti, facendo conoscere agli Italiani cosa era successo, e parlo di tutti e tre i TG. Allora non c'erano corrispondenti come Brunori, soprattutto non c'erano redazioni, direttori e funzionari di rete come quelli di Tele-Meloni.

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