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Iran non isolato ma sostenuto dai Brics
di Tamara Gallera
Non solo i leader dei BRICS hanno respinto categoricamente le sanzioni unilaterali contro l'Iran, contrarie al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite, ma molti stati hanno anche mostrato la volontā di collaborar con l'Iran, nonostante le pressioni internazionali.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto infatti, a commento del vertice dei BRICS, "Nonostante i tentativi disperati e le minacce del nemico, molti paesi vogliono collaborare con noi", sottolineando che "esistono buone possibilitā e un sincero desiderio di cooperare con noi a livello globale, e dobbiamo sfruttare al meglio queste opportunitā".
Ha poi aggiunto: "Dobbiamo mobilitare tutte le risorse sociali e culturali disponibili per contrastare i complotti del nemico".
Il gruppo BRICS comprende Russia, India, Cina, Brasile e Sudafrica, oltre ad altri paesi, e mira a rafforzare la cooperazione economica e politica tra le nazioni del Sud del mondo, cercando alternative al sistema finanziario globale dominato dagli Stati Uniti.
La scorsa settimana Pezeshkian ha partecipato al vertice dei BRICS tenutosi in India, occasione in cui sono state discusse questioni economiche, industriali, scientifiche e commerciali tra i vari paesi.
Prima del suo viaggio in India, l'11 settembre il presidente iraniano aveva affermato che la creazione del gruppo BRICS č avvenuta per "contrastare l'unilateralismo", osservando che "i BRICS hanno scelto come slogan solidarietā, sostenibilitā, resistenza e innovazione per lo sviluppo".
Pezeshkian ha ribadito che "i BRICS hanno scelto come slogan solidarietā, sostenibilitā, resistenza e innovazione per lo sviluppo", aggiungendo che "durante il vertice si sarebbero tenute discussioni su questioni economiche, industriali, scientifiche e commerciali tra i vari paesi".
In una dichiarazione congiunta rilasciata al termine del vertice, i leader hanno chiesto un maggiore rispetto per le diverse opinioni e posizioni sulle principali questioni globali, ribadendo al contempo il proprio impegno a risolvere i conflitti e le crisi internazionali attraverso il dialogo e la consultazione diplomatica.
I leader hanno sollecitato un maggiore impegno diplomatico per prevenire e risolvere pacificamente i conflitti, opponendosi allo stesso tempo allo sfollamento forzato dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e invitando alla moderazione a fronte della crescente tensione in Medio Oriente.
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