Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
16 settembre 2026
tutti gli speciali

Il coniglio elettorale (e a tempo determinato)
di Raffaele Florio

Alla fine la Maga Giorgia ce l’ha fatta. Mentre la benzina alle stelle e l’inflazione da guerra svuotano le tasche degli italiani, la Premier tira fuori dal cilindro il coniglio di pasquale memoria che persino il Maestro del genere, Silvio Berlusconi, usava soltanto come esca da campagna elettorale prima di riporlo delicatamente nel cassetto.

Trattasi dell’abolizione del bollo auto, ribattezzata per l'occasione "una delle tasse più odiate dagli italiani".

Peccato che tra la promessa e la realtà ci sia di mezzo la solita figurina paninara ad uso e consumo della propaganda.

Leggendo le carte del provvedimento approvato in Consiglio dei ministri, scopriamo infatti il miracolo della fisica meloniana: la tassa sparisce, sì, ma soltanto per un anno. Quale? Ma il 2027, guarda caso proprio l’anno delle elezioni politiche. Una coincidenza astrologica davvero straordinaria. Nel 2026 si paga, nel 2027 non si paga (forse), e nel 2028? Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, e si torna alla cassa.

Non siamo davanti a una riforma fiscale, ma a una vera e propria marchiana marchetta elettorale a scadenza programmata, pagata con ben 2,3 miliardi di fondi pubblici racimolati chissà dove per comprare 14 milioni e mezzo di voti a 159 euro al pezzo. Perché a tanto ammonta l’elemosina media a testa stimata da Palazzo Chigi: 159 euro. La mancia perfetta per convincere l'automobilista tartassato dal carovita che il governo pensa a lui, salvo poi ripresentargli il conto a urne chiuse.

Esultano i fedelissimi di Fratelli d’Italia, con il capogruppo Bignami che parla senza vergogna di "sostegno al ceto medio". Certo, come no: un ceto medio ridotto al punto da dover festeggiare il condono provvisorio sulla Panda per poi continuare a pagare la benzina a due euro al litro per tutto il resto dell'anno.

Nemmeno il Cavaliere di Arcore era arrivato a concepire un’astuzia così sfacciata: prometteva di togliere le tasse e poi non le toglieva. La Meloni fa persino meglio: le toglie per dodici mesi, giusto il tempo di farsi fare il tagliando sulla scheda elettorale, per poi rimetterle subito dopo. Più che un governo di patrioti, un'agenzia di promozioni a tempo determinato.


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale