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Fermato per una maglietta di dissenso
di Aranka Korosi
Ieri a Vercelli un uomo è stato fermato, perquisito e portato in Questura.
Il suo "reato"?
Indossava una maglietta con scritto
"𝙉𝙤 𝘿𝘿𝙇 𝙗𝙖𝙫𝙖𝙜𝙡𝙞𝙤, 𝙈𝙚𝙡𝙤𝙣𝙞 𝙫𝙖𝙩𝙩𝙚𝙣𝙚".
Ma scherziamo o diciamo sul serio? Adesso fa paura pure una maglietta? Ora pure esprimere un'opinione politica diventa un problema di sicurezza nazionale?!
Avete veramente superato i limiti.
La nostra Costituzione (Articolo 21, per chi se lo fosse dimenticato) dice chiaramente che il dissenso è un diritto sacrosanto.
Invece qui si respira un'aria pesante, da clima autoritario d'altri tempi, dove chiunque provi a criticare il governo viene trattato come un criminale.
Tra bavagli alla stampa, nostalgie e derive militari, ci stanno togliendo le libertà fondamentali da sotto il naso mentre guardiamo da un'altra parte.
Se non ci incazziamo e non facciamo sentire la nostra voce questi ci schiacceranno...e per rialzarci la testa sarà troppo tardi!
𝙇𝙖 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙩𝙖' 𝙙𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙤𝙡𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙩𝙤𝙘𝙘𝙖. 𝙉𝙤𝙣 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙞𝙣𝙙𝙞𝙛𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙩𝙞. 𝘿𝙞𝙛𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙚𝙨𝙥𝙧𝙞𝙢𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙖 𝙤𝙥𝙞𝙣𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙚' 𝙪𝙣𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙣𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚, 𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙚𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙫𝙖𝙡𝙤𝙧𝙞 𝙘𝙤𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞.
P.s. La perquisizione e il fermo: La perquisizione personale (Art. 352 c.p.p.) richiede presupposti specifici, come la fondata notizia che la persona nasconda armi, oggetti d'reato o sostanze illecite.
L'accompagnamento in Questura è previsto solo in casi ben definiti (ad esempio se la persona rifiuta di farsi identificare o non fornisce documenti validi).
Quindi?
 
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