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Sotto le macerie
trad. di Antonella Salamone
Un uomo della Protezione Civile si è messo in piedi sopra le macerie dell'edificio crollato stanotte sugli sfollati nella città di Gaza, e ha chiesto a tutti di fare silenzio.
Poi ha gridato con quanto fiato aveva in gola:
«C'è qualcuno vivo? Qualcuno mi sente? C'è qualcuno che sente?»
Dalle macerie è arrivata la voce di un bambino:
«Io ti sento, zio, ma sono incastrato tra due solai. Non riesco a muovermi né a parlare, e nessuno mi vede o sente la mia voce. Zio, sto morendo di paura, e tra poco muoio perché manca l'ossigeno. È finita.»
Dopo tre ore, la Protezione Civile ha estratto il corpo di questo bambino.
Il bambino che aveva chiesto loro aiuto per vivere.
Che Dio non perdoni questo mondo.
Non lo assolva.
E non lo perdoni.
O Dio, che rabbia e dolore disperato prova il nostro cuore.
L'intera famiglia di Waleed Jibril Helles
e l'intera famiglia di Abu Nader Al-Ajla
martiri nell'edificio crollato stanotte nella città di Gaza.
Gaza annientata | Settembre 2026
Uno dei giorni del cosiddetto "cessate il fuoco".
Malek Shinbary
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