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Don Pino Puglisi ucciso da Cosa Nostra
di Santina Sconza *
Don Pino Puglisi du ucciso da Cosa Nostra il 15 settembre 1993.
I mandati dell'omicidio di don Pino Puglisi furono i capimafia Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati il 26 gennaio 1994.
Giuseppe Graviano venne condannato all'ergastolo per l'uccisione di don Puglisi il 5 ottobre 1999.
Il fratello Filippo, dopo l'assoluzione in primo grado, venne condannato in appello all'ergastolo il 19 febbraio 2001.
Don Puglisi riuscì a prendere sotto la propria protezione ragazzi e bambini che, senza il suo aiuto, sarebbero stati inevitabilmente risucchiati dal mondo mafioso.
Dopo una lunga serie di minacce avute da Cosa Nostra, di cui don Pino non parlò mai con nessuno, fu deciso che doveva essere ammazzato.
Gli assassini furono Gaspare Spatuzza e Salvatore Grigoli, arrestati nel 1997 e subito dopo ci fu il pentimento e la collaborazione con la giustizia.
Grigoli disse di essere stato lui ad esplodere il colpo fatale mentre Spatuzza rubava il borsello a Puglisi e gli gridava "Padre, questa è una rapina!", minaccia di fronte alla quale il prete sorrise e rispose con un criptico "Me lo aspettavo".
Grigoli spiegò anche come, in origine, il rigido codice d'onore mafioso imponesse di non fare del male ai sacerdoti, in quanto storicamente la Chiesa cattolica non si era mai schierata contro Cosa nostra.
Le stragi del 1992 del 1993 non erano più solo di mafia ma con la collaborazione di neofascisti, di servizi segreti deviati:
Stragi Stato-Mafia con la collaborazione dei neofascisti.
E i fascisti non si sono mai fatti scrupolo di uccidere i preti.
Circa 190 sacerdoti cattolici furono uccisi dalle forze nazi-fasciste in Italia per il loro impegno a favore della popolazione o della Resistenza.
Molti di essi persero la vita perché offrirono rifugio a ebrei, antifascisti e renitenti alla leva, o perché scelsero di fare da cappellani e sostenere la causa della liberazione, opponendosi alle violenze delle Brigate Nere e delle truppe d'occupazione.
Tra le figure più note vi è don Giuseppe Rossi, parroco di Castiglione d'Ossola torturato e ucciso dai militi fascisti nel 1945, e don Pasquino Borghi, fucilato dai fascisti per il suo supporto ai partigiani.
Se corrispondono al vero le dichiarazioni rilasciate da Giovanni Brusca a Firenze per il processo al gelataio Baiardo, il neofascista Paolo Bellini collaborò alle stragi del 1993 pur non essendo di Cosa Nostra ci dava consigli sulle stragi:
"Avevamo sospetti che poteva appartenere ai servizi, però non avevamo la certezza. Che se avevamo la certezza, Paolo Bellini non tornava più a casa.
Lui ci dava dei consigli, non ordini, che sia chiaro. Ci disse: se ammazzate un magistrato ce ne metteranno un altro. Se voi colpite i beni culturali dello Stato, lo Stato ricorre a cercare di ragionare e scendere a compromessi con quelle che erano le esigenze di Cosa nostra. Questo è l’obiettivo".
L'omicidio di padre Puglisi è una rottura con il codice d'onore antico di Cosa Nostra: nessuno è intoccabile, chi contrasta la mafia deve essere eliminato.
Cosa Nostra, una nuova strategia terroristica per farsi Stato.
* Coordinatrice Commissione Mafia e Antimafia dell'Osservatorio
 
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