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15 settembre 2026
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Chicago: pubblico esce per comico che dichiara sostegno a Israele
di Aurora Gatti

La dichiarazione di sostegno a Israele da parte di un comico americano è stata seguita da una scena insolita in un locale di Chicago dedicato alla comicità: gli spettatori si sono alzati e hanno iniziato a uscire dalla sala.

Il comico è stato identificato come Menachem Silverstein, un artista e rabbino americano che in passato ha già espresso il proprio sostegno a Israele durante le sue esibizioni.

"Mi chiamo Menachem e sostengo Israele", ha affermato Silverstein all'inizio del suo spettacolo, secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic. Un video dell'accaduto mostra gli spettatori alzarsi dai propri posti e dirigersi verso le uscite, mentre Silverstein rimane sul palco.

Le immagini si sono diffuse rapidamente sui social media, dove l'abbandono della sala — piuttosto che la comicità di Silverstein — è diventato il fulcro dell'attenzione.

Al Jazeera ha descritto l'episodio come un "momento imbarazzante" per il comico, riferendo che gli utenti dei social media hanno interpretato l'uscita di massa come un rifiuto diretto della sua posizione su Israele.

Alcuni utenti hanno scherzato dicendo che la dichiarazione di sostegno a Israele di Silverstein si era trasformata, di fatto, nella "prima battuta" del suo spettacolo.

Altri hanno descritto la decisione del pubblico di andarsene senza dare vita a scontri verbali come una risposta più incisiva rispetto alle contestazioni dirette all'interno del locale.

La reazione suscitata ha attirato l'attenzione ben oltre la performance comica in sé, a causa del clima dell'opinione pubblica in rapida evoluzione riguardo a Israele, in particolare dopo quasi tre anni di genocidio israeliano a Gaza.

Per decenni, esprimere apertamente sostegno a Israele ha comportato rischi professionali o culturali relativamente bassi in gran parte degli Stati Uniti; al contrario, artisti, accademici e personaggi pubblici che sostenevano i diritti dei palestinesi si sono spesso scontrati con campagne organizzate, accuse di antisemitismo e tentativi di cancellazione.

Il video di Silverstein sta circolando ampiamente come prova che questa dinamica potrebbe stare cambiando. Tale mutamento è sempre più evidente nei sondaggi.

A febbraio, Gallup ha riferito che, per la prima volta dall'inizio delle rilevazioni annuali nel 2001, gli americani non nutrivano più maggiore simpatia per gli israeliani rispetto ai palestinesi. Il 41% ha espresso maggiore vicinanza ai palestinesi, contro il 36% favorevole agli israeliani. Tra gli americani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, solo il 23% simpatizzava maggiormente per gli israeliani.

Successivamente, il Pew Research Center ha rilevato che le opinioni negative sul governo israeliano erano salite al 62% nel 2026, mentre quelle positive erano scese al 32%. Tra gli americani sotto i 30 anni, il 58% aveva un'opinione favorevole dei palestinesi, a fronte di appena il 32% che nutriva un giudizio positivo sugli israeliani.

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