 |
Femminicidio: prevenire altre morti
di Francesco P. Esposito *
NON MORDO IN TESTA NEPPURE FUTURO NAZIONALE, PERCHÉ?
>> Io divulgo non sono un influencer del disagio <<
Ieri, a Malpensa 24 TV, ho deciso di essere oltremodo garbato.
Oltremodo educato.
Oltremodo, se si può dire, dolce.
Non ho interrotto.
Non ho alzato la voce.
Non ho provocato.
MAI. MAI. MAI.
Ho scelto una cosa molto più difficile: il metodo.
Perché il protagonista di un dibattito criminologico non dovrebbe mai essere il criminologo.
Deve essere il metodo.
La criminologia non è una gara a chi urla più forte.
Non è il teatrino del “io ne so più di te”.
Non è mangiare in testa all'interlocutore per poi festeggiare sui social.
E quando parleremo di quel dibattito, quando arriverà il link e qualcuno vedrà Francesco che mette in difficoltà un onorevole di Futuro Nazionale sul tema Patriarcato Mediterraneo, vorrei che fosse chiara una cosa:
non ho bisogno di urlare per dimostrare che il FEMMINICIDIO è una patologia culturale.
Anzi.
Se faccio bene il mio lavoro, devo riuscire a spiegare una cosa anche a chi non la pensa come me.
Perché dall'altra parte del dibattito televisivo non ci sono personaggi di una fiction.
Ci sono persone vere.
E le persone di cui parliamo, troppo spesso, ci ascoltano dal freddo marmo dei cimiteri.
Questo cambia tutto.
Per questo ieri ho scelto metodo, metodo, metodo.
Perché ogni parola deve servire a capire.
Ogni analisi deve servire a prevenire.
Ogni discussione dovrebbe avere un unico obiettivo:
fare in modo che quella morte non diventi la prossima.
La criminologia, se vuole essere qualcosa di più di uno spettacolo, serve a questo.
A prevenire altre morti.
* Criminologo forense, componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio
 
Dossier
diritti
|
|