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Con i Brics nascerà un nuovo mondo?
di Santina Sconza
I dieci Paesi aderenti ai Brics hanno adottato all’unanimità una dichiarazione congiunta con cui esprimono preoccupazione per la guerra in Medio Oriente e invitato tutte le parti alla massima moderazione.
Per i Paesi del Brics il monopolio politico, finanziario e diplomatico dell’Occidente non è più considerato l’ordine naturale delle cose.
I leader hanno espresso:
“preoccupazione per i conflitti in corso in molte parti del mondo e per l’attuale stato di polarizzazione e frammentazione dell’ordine internazionale”.
Il gruppo ha esortato la comunità internazionale a rispondere alle sfide alla sicurezza affrontandone le cause profonde.
"La sicurezza tra tutti i Paesi è indivisibile”.
I leader si sono dichiarati preoccupati anche per l’aumento della spesa militare globale
"A scapito della fornitura di finanziamenti adeguati per lo sviluppo dei Paesi in via di sviluppo”.
Chiedono una governance globale nella quale il Sud del mondo non sia più chiamato soltanto a obbedire alle decisioni prese altrove.
Inoltre, hanno espresso
"Preoccupazione per i crescenti rischi di pericolo e conflitto nucleare”.
Ampio spazio è dedicato alle
“tensioni in Medio Oriente”.
Esprimono la loro opposizione allo “sfollamento forzato, temporaneo o permanente” della popolazione palestinese dai territori occupati.
Ribadiscono il loro sostegno alla creazione di uno Stato di Palestina.
Inoltre esprime
“Grave preoccupazione per il deterioramento della situazione in Sudan”
“Per la situazione relativa a Cuba a causa dell’inasprimento delle misure di blocco unilaterali contro il Paese”.
In sintesi:
il monopolio politico, finanziario e diplomatico dell’Occidente non è più considerato l’ordine naturale delle cose.
I BRICS chiedono la rimozione delle misure coercitive unilaterali contrarie al diritto internazionale.
Spingono per sistemi di pagamento transfrontalieri alternativi.
Rivendicano un maggiore utilizzo delle valute nazionali.
Contestano dazi e barriere commerciali imposti unilateralmente.
Difendono Cuba dalle restrizioni economiche.
Rifiutano modifiche arbitrarie alla composizione del G20.
Chiedono una governance globale nella quale il Sud del mondo non sia più chiamato soltanto a obbedire alle decisioni prese altrove.
Nel frattempo l'Europa continua la sua politica suicida guerrafondaia con la favola della "minaccia russa".
La realtà è che i popoli europei stanno vivendo una realtà drammatica di povertà, di avanzamento di una estrema destra che a differenza dell'Europa democratica non vuole la guerra e vuole il gas russo.
Il gas russo che viaggiava nei tubi e ci costava pochissimo, circa 20 euro per Megawattora.
Il GNL americano, imposto da Trump per arrivare da noi, deve essere congelato, caricato su navi, fatto viaggiare e rigassificato.
Risultato? Oggi lo paghiamo tra i 50 e i 70 euro. Praticamente il triplo.
Nei giardini del Bharat Mandapam, i leader hanno partecipato alla cerimonia di piantumazione dei banyan, gli enormi alberi indiani capaci di sviluppare radici che diventano nuovi tronchi, Modi ha associato il banyan alle “radici profonde”, alla forza crescente e alla costruzione di un futuro condiviso del gruppo.
Con il Brics sta crescendo un nuovo mondo, non sappiamo se sarà migliore, sicuramente non guerrafondaio, né con imposizione di dazi, né con occupazione di paesi per accaparrarsi materie prime come il petrolio.
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