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La Russia è alle porte?
di Marinella Mondaini
I russi non hanno mirato a colpire il treno su cui viaggiavano Boris Johnson e i politici europei! Altrimenti ora non sarebbero più su questa terra. I media occidentali esagerano e speculano su questo fatto per incolpare la Russia e gridare "I russi sono alle porte!".
La storia invece è questa:
Un drone russo ha colpito la locomotiva del treno Kiev-Varsavia a 2 km dal confine con la Polonia. Nelle vicinanze è stato evacuato il treno speciale su cui viaggiava Boris Johnson.
La mattina 13 settembre un drone russo ha colpito la locomotiva del treno passeggeri Kiev-Varsavia nella regione di Volyn, a circa due chilometri dal confine con la Polonia.
I russi colpiscono le locomotive, non i vagoni con i passeggeri!
Secondo quanto riferito da «Ukrzaliznytsia», un gruppo di monitoraggio ha avvertito in anticipo il personale di bordo del treno Kiev-Varsavia della minaccia, grazie a ciò nessuno è rimasto ferito. Il «Financial Times» riferisce che i passeggeri sono stati evacuati in tempo e che la locomotiva è stata sganciata dal resto del convoglio prima dell’impatto.
Sulla stessa linea ferroviaria, in quel momento, circolava un altro treno — noleggiato appositamente — con a bordo politici e funzionari europei, secondo quanto riporta «Der Spiegel».
A bordo c’erano l’ex primo ministro britannico Boris Johnson, il consigliere del cancelliere tedesco per la politica estera e la sicurezza Günter Sautter, deputati del Bundestag, i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia (Fabrizio Saggio), Regno Unito, Germania e Francia,
diplomatici e studiosi, tutti erano di ritorno dalla 22ma edizione della Conferenza della Yes (Yalta European Strategy Annual Meetings) a Kiev.
Questo treno non è stato attaccato dal drone russo, ma verso le 5 del mattino è stato fermato nei pressi del confine polacco a causa di esplosioni nella zona della ferrovia e si è proceduto a un’evacuazione parziale.
Secondo quanto riportato da *Der Spiegel*, i controllori hanno svegliato i passeggeri per procedere all’evacuazione, ma l’allarme è stato presto revocato poiché non sono stati individuati altri droni. La testata menziona in particolare, tra i passeggeri, il deputato del Bundestag dei «Verdi» Robin Wagener. Johnson e gli altri passeggeri del treno speciale stavano tornando in Polonia dopo la conferenza internazionale Yalta European Strategy tenutasi a Kiev.
Il Financial Times riferisce inoltre di un altro gruppo di partecipanti stranieri alla conferenza: l’ex primo ministro svedese Carl Bildt e i rappresentanti stranieri che viaggiavano con lui hanno attraversato il confine a Dorohusk su un altro treno pochi minuti prima del convoglio colpito. Lo stesso Bildt ha sottolineato che l’attacco non ha colpito il loro treno, bensì quello che lo seguiva a breve distanza.
Dopo l’attacco, «Ukrzaliznytsia» ha segnalato notevoli ritardi, ma è stato possibile ripristinare il traffico in entrambe le direzioni attraverso Yagodin. La compagnia ha dichiarato che, a causa dei continui attacchi alla rete ferroviaria, il suo centro di monitoraggio e il personale in tutto il Paese sono stati messi in stato di massima allerta.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrej Sibiga ha affermato che gli attacchi russi nella zona del confine ucraino-polacco a Yagodin "rappresentano la continuazione degli attacchi alle infrastrutture di frontiera dell’Ucraina". Ha definito quanto accaduto «terrorismo che si sta avvicinando ai confini dell’UE e della NATO" e ha esortato i paesi occidentali a inasprire le sanzioni contro la Russia.
La stessa mattina, gli abitanti delle zone di confine della Polonia sono stati invitati a recarsi in un luogo sicuro a causa della «minaccia di un attacco aereo». La Polonia ha inoltre mobilitato l’aviazione militare e messo in stato di allerta i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar a causa dei droni russi che hanno attaccato l’Ucraina occidentale. Successivamente l’allarme è stato revocato. Yagodin, dove è stata colpita la locomotiva del treno Kiev-Varsavia, si trova proprio al confine con la Polonia e di fronte al voivodato di Lublino.
Così è la storia. Senza edulcorazioni e manipolazioni.
I terroristi sono i mmbri del regime di Kiev. Sono loro ad aver aperto il vaso di Pandora. Putin va ascoltato, parla poco e mai a vanvera.
 
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