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Israele aiuta i governi a schedare omosessuali e ecologisti?
di Gabriele Germani
Ve la ricordate la storia dell'unica democrazia del Medio Oriente e del gay pride a Tel Aviv?
Be woke o non woke, nel capitalismo non importa chi tu sia, ma quanto tu sia monetizzabile.
Così la storia del paese democratico si scontra con un'inchiesta di Haaretz sul software israeliano CyberGlobe utilizzato per identificare persone LGBTQ+ per conto di governi che adottano politiche restrittive sul tema, dalla Nigeria all'Indonesia.
Il gruppo ha aiutato i governi di Ruanda e Kuwait a monitorare blogger critici; ha cercato per un cliente le password di accesso di un alto funzionario del Board of Peace di Trump e ha monitorato ambientalisti in Europa e autorità di regolamentazione in Usa e Canada.
I clienti spaziano dai sauditi ai norvegesi, dagli USA al Bangladesh. Non importa chi siate, se un governo vuole avere informazioni su di voi, le cybertech israliane sono pronte a spiarvi e vendere i vostri dati, anche attraverso finti account facebook che entrano in gruppi o vi chiedono l'amicizia, o vi commentanto/scrivono regolarmente.
Uno di questi strumenti potrebbe localizzare un bersaglio, lo chiamano così, che risponde a una chiamata da un numero già rintracciabile; con capacità di geolocalizzazione delle persone anche tramite analisi visiva di foto e video pubblicati.
Ma sono strano io o questa roba tanto normale non è?
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