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12 settembre 2026
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Il capolavoro di Trump
di Gianluca Testoni

Otto mesi fa (gennaio 2026) la benzina costava 1,65 € al litro e il diesel 1,67€ al litro oggi rispettivamente 2,07 e 2,18€ circa, il circa è d'obbligo. Erano valori, quelli di gennaio già cresciuti da poco a causa dei teatri di crisi già presenti.

Poi gli USA attaccarono l'Iran indicando "intelligentemente" lo stretto di Hormuz come obiettivo di guerra. Il resto è già Storia: l'Iran plurisanzionato da 46 anni e teoricamente decapitato nella classe dirigente ora tiene in mano i traffici economici e il prezzo del petrolio mondiali(!).

Gasati dal recente accordo con Turchia e Pakistan "l'accordo della Mecca", i sauditi hanno attaccato, direttamente e attraverso i loro proxi dello Yemen del Nord, gli Houthi o meglio Ansrallah. Risultato: gli amici di Teheran dello Yemen del Sud adesso controllano tutta la costa destra dell'altro stretto strategico quello di Bab El-Mandeb o di Aden. Bin Salman (il mandante dell'omicidio Khashoggi) chiede aiuto ai suoi nuovi alleati e agli USA, ma per il momento tutto tace.

Oggi il greggio toccherà un nuovo record, le conseguenze dei precedenti le vediamo tutti i giorni dal benzinaio e al mercato. Le vediamo e le subiamo in diretta sia per le interconessioni mercantili mondiali sia per le speculazioni degli intermediari.

Trump non ha fermato nessuna guerra, ha usato la forza illegittimamente in Venezuela, a Cuba ha fatto guerre a fianco di 🇮🇱 nello Yemen, contro l'Iran, contro il Libano. Anche negli USA i prezzi sono alle stelle e la popolarità del Presidente è intorno al 34%.

Il midterm bene che vada (se bene si si può dire una vittoria Democrat) genererà una "Anatra zoppa" cioè una Presidenza paralizzata non solo dal Deep State ma anche dal Congresso sinora bypassato per ogni azione di guerra. Crisi su crisi.

La UE scivolerà in un predefault con le mani in una industria non ancora totalmente riconvertita alla guerra e con la Cina che sta comprando aziende meccaniche e di automobili (Volvo) per produrre qui le sue auto ed aggirare i dazi.

In questi giorni si riuniscono i BRICS che sono arrivati a 11 membri più 10 partner. Complessivamente comprendono più del 65% dell'umanità con un PIL del 37% ed un potere d'acquisto del 41%. Viaggiano verso la dedollarizzazione ed un bilanciamento tra le valute per gli scambi commerciali (comprate oro è la terza volta che ve lo dico ndr.) e di materie prime, il petrolio su tutte.

Parte dell'Africa sta completando un percorso non indolore di de-colonizzazione secondaria (Commonwealth, comunità del franco africano ecc), le potenzialità del Continente sono immense noi ancora (noi UE) pensiamo al fattore migrazione che potrebbe un giorno cessare come il flusso dell'acqua in un rubinetto occluso lasciandoci realmente in povertà.

Siamo fermi, inani, impotenti, vassalli di un impero declinante con una classe dirigente che è la peggiore in ottanta anni a cavallo tra due millenni.

Diamoci una mossa, torniamo in piazza perché per prima ci serve la Pace per ripartire con il nostro patrimonio che altrove non è così complesso tragico e fruttuoso: la nostra Storia che e la nostra Cultura.

Ora o davvero mai più!

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