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Stampa libera
di Lina Iaquinto
Ora a prescindere dal caso in particolare, ma non è giunto il momento di preoccuparsi della libertà di stampa?
Un campanello d’allarme dovrebbe suonare visti i dati che riguardano l'Italia, scesa dal 41° posto nel 2023 al 56° nel 2026 nel World Press Freedom Index di RSF.
Ben 15 posizioni perse in tre anni.
Oggi RSF considera la situazione italiana “problematica”.
Il caso di Report e di Ranucci è significativo per la pressione esercitata dal governo Meloni, da Meloni in prima persona, dal presidente del senato per dismettere la trasmissione o trasformarla in uno spazio più addomesticato.
Dobbiamo tenere presente che non importa chi governa o chi votiamo: una stampa libera serve a tutti.
Perché senza informazione libera, anche la nostra libertà di scegliere diventa più fragile.
E forse la cosa più pericolosa non è scendere in classifica.
La cosa più pericolosa è abituarsi a scendere senza più indignarsi.
Perché quando smettiamo di difendere la libertà di informare e di essere informati, non perdiamo soltanto una classifica, perdiamo un pezzo della nostra democrazia e dei nostri diritti.
 
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