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12 settembre 2026
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Stampa libera
di Lina Iaquinto

Ora a prescindere dal caso in particolare, ma non è giunto il momento di preoccuparsi della libertà di stampa?

Un campanello d’allarme dovrebbe suonare visti i dati che riguardano l'Italia, scesa dal 41° posto nel 2023 al 56° nel 2026 nel World Press Freedom Index di RSF.

Ben 15 posizioni perse in tre anni.

Oggi RSF considera la situazione italiana “problematica”.

Il caso di Report e di Ranucci è significativo per la pressione esercitata dal governo Meloni, da Meloni in prima persona, dal presidente del senato per dismettere la trasmissione o trasformarla in uno spazio più addomesticato.

Dobbiamo tenere presente che non importa chi governa o chi votiamo: una stampa libera serve a tutti.

Perché senza informazione libera, anche la nostra libertà di scegliere diventa più fragile.

E forse la cosa più pericolosa non è scendere in classifica.

La cosa più pericolosa è abituarsi a scendere senza più indignarsi.

Perché quando smettiamo di difendere la libertà di informare e di essere informati, non perdiamo soltanto una classifica, perdiamo un pezzo della nostra democrazia e dei nostri diritti.


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Dossier diritti

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