Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
11 settembre 2026
tutti gli speciali

Lo zampino di Israele
di Rosa Rinaldi

Eh ma perché parlate sempre di Israele e non per esempio della. Nigeria?

Beh, parliamo della Nigeria, o del Sudan o di qualsiasi altro conflitto nel mondo che ai fans di Israele tirano in ballo per dimostrare che nel mondo c'è di peggio rispetto a Israele.

Beh, forse non sanno che Israele in realtà, c'entra pure con quelli.

Ne aveva già parlato Lowenstein in Laboratorio Palestina, dove denuncia l'uso della Palestina come laboratorio sperimentale per testare armi da vendere poi ai dittatori di tutto il mondo.

Ma non solo. A prova di ciò, ieri è uscito un articolo a firma di Gur Megiddo e Omer Ben Yaakov per la testata TheMarker (una delle maggiori testate economiche israeliane), che rivela che CyberGlobes, una piccola società israeliana di cybersicurezza di Be'er Sheva, ha aiutato regimi non democratici a raccogliere informazioni su manifestanti, oppositori, attivisti. E perfino omosessuali.

Dunque, Israele da una parte usa il raimbow-washing e il gay pride per dimostrare di essere l'unica democrazia del Medio Oriente che tutela i gay, dall'altra però, aiuta a reprimerli negli altri Stati.

Comunque, questa è la traduzione dell'articolo: "Una fuga di documenti rivela: CyberGlobes, una piccola società di cybersicurezza di Be’er Sheva, ha aiutato regimi non democratici a raccogliere, attraverso il suo software, informazioni su manifestanti, oppositori del regime, attivisti politici, e persino su persone omosessuali. Il tutto senza penetrare in alcun computer o telefono cellulare, ma semplicemente sulla base delle informazioni presenti in rete.

CyberGlobes: «La pubblicazione è falsata e fuorviante. La società opera nel rispetto della legge».

Gur Megiddo e Omer Ben Yaakov

06:01 • 10 settembre 2026 Nell’estate del 2024 scoppiò in Nigeria una protesta civile che si trasformò rapidamente in un crudele bagno di sangue. Ancor prima che i manifestanti riuscissero a conquistare le strade per protestare contro il vertiginoso aumento del costo della vita, le forze di sicurezza nigeriane li dispersero sparando proiettili veri contro il dorso e, in alcuni casi, persino alla testa, come avrebbe stabilito in seguito un rapporto di Amnesty International.

Il bilancio fu letale: almeno 24 civili furono uccisi, molti rimasero feriti e più di 1.200 furono arrestati. Decine degli arrestati rimasero in detenzione per mesi, al termine dei quali furono incriminati davanti a un tribunale di Abuja per accuse assurde, come «tradimento dello Stato».

Alcuni mesi più tardi, nel gennaio 2025, mentre decine dei manifestanti erano sotto processo, entrò in scena una società israeliana. Mark Laiva, dipendente di una società chiamata CyberGlobes, che opera nel campo dell’intelligence da fonti aperte (OSINT), iniziò a raccogliere e filtrare informazioni sui partecipanti a quelle manifestazioni.

Laiva effettuò ricerche attraverso lo strumento della società utilizzando l’hashtag della protesta #EndBadGovernanceInNigeria e i nomi di persone che avrebbero potuto avervi partecipato. In seguito esportò i risultati in una cartella sul drive della società, intitolata «Nigeria — dimostrazione, gennaio 2025».

Le query inserite da Laiva nel sistema di intelligence della società sono state documentate in una vasta fuga di documenti, entrata in possesso di TheMarker, il cui contenuto viene rivelato qui per la prima volta.

La fuga rivela che il «progetto Nigeria» — dove, secondo i documenti, un server della società è installato dal 2023 — è soltanto uno dei numerosi progetti nell’ambito dei quali la società ha aiutato, attraverso il proprio software, regimi di Paesi non democratici a identificare e classificare cittadini sulla base delle loro opinioni politiche.

La società sostiene che la fuga di documenti sia il risultato di un attacco ai suoi computer da parte di un soggetto sconosciuto, presumibilmente ostile allo Stato di Israele, e che una parte dei documenti trapelati — una parte che la società si rifiuta di indicare — sia stata «modificata» dagli hacker prima della diffusione.

La società ha rifiutato di fornire dettagli precisi riguardo alla sua affermazione di aver subito un attacco e alla presunta falsificazione dei documenti. CyberGlobes (che d’ora in poi chiameremo CG) ha sviluppato strumenti in grado di raccogliere un’enorme quantità di dati dai social network, compresi dati non disponibili a un utente comune, per commercializzarli presso regimi e società private a fini investigativi.

Una fonte vicina alla società sostiene che essa si limiti a commercializzare un software che aiuta i clienti a concentrare e organizzare informazioni disponibili al pubblico e che non sia direttamente coinvolta nelle attività di ricerca e intelligence svolte per i clienti."

VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale