Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
11 settembre 2026
tutti gli speciali

L'altro 11 settembre
di Daniele Furlan

Come sempre oggi a "torreggiare" ovunque è la celebrazione del crollo di quelle "gemelle" simboli di opulenza che ha prodotto 3000 vittime subito e le già decise carneficine dopo.

Pochi si preoccupano di ricordare un altro 11 Settembre... altrettanto ORRIBILE!

I DOMINATORI USA SI SA, TUTTO POSSONO, PUR DI ASSOGETTARE IL MONDO AL LORO VOLERE.

11 SETTEMBRE 1973 - IL COLPO DI STATO CILENO

"Pagherò con la mia vita la difesa dei principi che sono cari a questa patria.

Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate.

Il popolo deve stare all'erta, vigilare, non deve lasciarsi provocare, né massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste.Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore.

VIVA IL CILE!!! VIVA IL POPOLO!! VIVA I LAVORATORI !!!

Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento".

Questo gridò, collegandosi di fretta a Radio Magallanes, SALVADOR ALLENDE da un "palacio de la moneda" presidenziale assaltato dall'esercito di Pinochet. Questo il suo ultimo discorso prima di morire, alcuni dicono suicida , altri con una raffica di mitra sparata da distanza ravvicinata ,altri ancora a causa del bombardamento che seguì subito dopo.

Era l'11 SETTEMBRE 1973

Salvador Allende, il presidente "companero", leader della coalizione di sinistra Unidad Popolar, aveva vinto le elezioni tre anni prima, il 5 settembre del 1970, dando vita al primo governo di sinistra eletto democraticamente in Cile ed in tutto il Sudamerica.

Allende trovò una situazione disastrosa,il Paese aveva un tasso di inflazione molto alto,così come quello di disoccupazione, scarso il sistema di protezioni sul lavoro, e numerosi erano i blocchi di potere economici statunitensi che non favorivano azioni riformatrici.

Avviò immediatamente quella che chiamava "la via cilena al socialismo",una politica che comprendeva, tra le altre cose, la nazionalizzazione di grandi imprese , una riforma agraria e quella del sistema sanitario e scolastico con ,compresa la distribuzione gratuita del latte per i bambini e generi di necessità alle famiglie bisognose.

I risultati furono fin da subito positivi: già un anno dopo, nel 1971 ci fu un considerevole aumento della crescita industriale, del PIL e una discesa dell’inflazione e della disoccupazione.

Ma un tale governo non poteva essere gradito ai dominatori del mondo, coloro che tutto possono e tutto decidono.

GLI IMPERATORI USA NON POTEVANO PERMETTERE CHE IL CILE SI TRASFORMASSE IN UNO STATO SOCIALISTA, nel bel mezzo della Guerra Fredda e con l'alto rischio che si alleasse con l'Unione Sovietica lo stato nemico da demolire!!! NULLA PUÒ SFUGGIRE AL CONTROLLO E AL VOLERE USA.

Così il governo statunitense iniziò a minare la maggioranza di Allende, corrompendo prima l'area conservatrice cilena che promosse ,a partire dalla fine del 1972, una serie di manifestazioni e scioperi fomentando malcontento, poi i Cristiano-Democratici, che si allearono con l’opposizione di destra...

Preparando così il terreno al golpe.

ll 29 giugno 1973 ci fu un primo tentativo di golpe fallito, così lo stesso Allende mise a capo dell’esercito l'esperto Generale Augusto Pinochet.

Una scelta rivelatasi sbagliata perché Pinochet, dopo aver solennemente giurato fedeltà alla Repubblica e allo stesso Allende, dopo pochi giorni si mise a capo del golpe definitivo. Un traditore venduto...

Alle prime luci dell’alba, di quel 11 settembre 1973, militari di esercito e polizia occuparono le principali città cilene, un nutrito gruppo di golpisti con a capo lo stesso Pinochet puntarono su "la moneda" il palazzo presidenziale di Santiago.

Offrirono ad Allende la possibilità di arrendersi, al suo rifiutò Pinochet ordinò il bombardamento del palazzo con dentro lo stesso presidente e tutti i suoi collaboratori.

Qui morì Salvador Allende. Il colpo di stato si concluse in poche ore.

Era l'inizio della dittatura militare di Pinochet, quel regime sanguinoso che cancello' immediatamente tutte le libertà: il parlamento venne sciolto e i partiti e i sindacati dichiarati illegali.

Contemporaneamente, in pieno stile fascista, venne avviata una dura repressione verso i sostenitori di Allende e i militanti dei partiti di sinistra, numerosi gli omicidi, deportazioni di massa. torture, esili.

Il regime dittatoriale di Augusto Pinochet durerà fino al 1990, con un bilancio di oltre 40mila perseguitati del regime, innumerevoli morti, desapparecidos e la fuga di circa un milione di cileni che cercarono rifugio principalmente in Europa.

L'implicazione di governo e servizi segreti americani in questo golpe fu addirittura dichiarata in anticipo dalle parole dell'allora segretario di Stato statunitense Henri Kissinger: “Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli“.

Certamente "signor Kissinger", l'orrore di una dittatura fascista è molto più rassicurante ed è molto meglio ora lasciare la Costituzione Pinochet in vigore... non si sa mai no?


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale