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Emma Bonino: la morte e il rispetto
di Elisa Fontana
La morte di Emma Bonino ha scoperchiato un modo ormai inaccettabile di porsi davanti a qualunque persona o fatto.
Bonino ha rappresentato per me, donna di sinistra, un dualismo inaccettabile: libertaria nei riguardi dei diritti civili, ma liberista e atlantista senza riserve in politica.
Non possiamo certo dimenticare il suo contributo per le grandi battaglie sull’aborto, sulle mutilazioni genitali, su ogni argomento che interessasse la libertà e l’autodeterminazione della donna, anche in tempi in cui si rischiava la galera per certe prese di posizione.
E, dunque, estrema gratitudine per queste battaglie che non sono state solo per le donne, ma per tutta la società.
Di contro, politicamente Bonino è stata colei che insieme a tutti i radicali propose un referendum per abolire l’art.18, obiettivo fallito ma portato poi a compimento da Renzi.
Era per la liberalizzazione del collocamento privato, la liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e quelli a part-time, tifava per quella Europa dell’austerità che tanti danni ha portato.
Insomma, voleva un mondo che per me, persona di sinistra era inaccettabile. Ma di tutto ciò avrei avuto tempo e modo per scrivere, oggi la notizia era che fosse morta.
Bene, oggi con la sua morte abbiamo avuto di nuovo, per l’ennesima volta, lo schierarsi di due eserciti opposti e fieramente armati: i laudatori senza riserve e i denigratori senza altrettante riserve, con toni e modi spesso inaccettabili.
Si è persa totalmente la percezione di un minimo di rispetto davanti alla morte di chicchessia, del tempo in cui avanzare eventuali critiche e, soprattutto, del modo. In giro ho letto di tutto, persino che, avendo continuato a fumare nonostante il tumore, non meritasse granché.
Ma davvero, crediamo che il mondo si sarebbe arrestato attonito se avessimo rinunciato alle nostre imperdibili perle di saggezza almeno per 24 ore? E l’asse terrestre avrebbe cambiato inclinazione senza i nostri “sì, però?”.
Temo che i social ci diano una percezione del nostro ego e di noi stessi esageratamente sopravvalutata. Anche meno, davvero.
 
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