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07 settembre 2026
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Israele stringe i legami con la Republika Srpska
di Leandro Leggeri

ISRAELE RAFFORZA I RAPPORTI CON LA REPUBLIKA SRPSKA: APERTO UN UFFICIO COMMERCIALE A BANJA LUKA Israele sta rafforzando i propri rapporti politici ed economici con la Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina, mentre la leadership di Banja Luka continua a perseguire una linea fortemente autonomista nei confronti delle istituzioni centrali bosniache.

Il 3 settembre è stato inaugurato a Banja Luka un ufficio di rappresentanza della Camera di commercio israeliana. Alla cerimonia erano presenti il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora Amichai Chikli, l'ambasciatrice israeliana in Bosnia-Erzegovina e Albania Galit Peleg e Milorad Dodik, principale figura politica del nazionalismo serbo-bosniaco.

Chikli ha affermato che l'ufficio dovrà diventare un punto di contatto permanente per le imprese israeliane interessate alla Republika Srpska e alla regione, definendo Dodik e la leadership serbo-bosniaca «veri amici di Israele e del popolo ebraico».

Ma il significato dell'operazione appare soprattutto politico e geopolitico.

Secondo Vuk Vuksanovic, docente al King's College London citato da Middle East Eye, i rapporti tra Israele e Republika Srpska proseguono ormai da circa quindici anni e si sono notevolmente intensificati negli ultimi tre. Dodik ha assunto posizioni fortemente filo-israeliane, arrivando a definire la bandiera palestinese una «bandiera terrorista» e sostenendo il trasferimento della popolazione palestinese fuori dalla Striscia di Gaza. Nel febbraio scorso aveva definito la Republika Srpska «l'Israele dei Balcani».

La convergenza non riguarda però soltanto la questione palestinese. Banja Luka vede sempre più Israele come un possibile canale verso Washington e l'area politica trumpiana. Secondo Vuksanovic, questa strategia avrebbe già prodotto risultati: Stati Uniti e Israele sarebbero diventati interlocutori internazionali sempre più importanti per Dodik, arrivando in alcuni casi a mettere in secondo piano persino il tradizionale rapporto con Mosca.

Per Israele, invece, i Balcani rappresentano un'area strategica nella quale consolidare alleanze mentre aumentano le difficoltà diplomatiche legate alla guerra a Gaza. Una maggiore presenza nella regione permette inoltre a Tel Aviv di controbilanciare l'influenza della Turchia, particolarmente forte nei Balcani e soprattutto nei rapporti con la componente bosgnacca della Bosnia-Erzegovina.

Vi è infine una dimensione europea: secondo Vuksanovic, Israele considera l'Europa orientale uno degli spazi nei quali dispone delle migliori possibilità di costruire una rete di interlocutori capaci di contrastare eventuali cambiamenti della politica dell'UE sulla Palestina.

L'apertura dell'ufficio commerciale di Banja Luka appare quindi come qualcosa di più di una semplice iniziativa economica: è un ulteriore tassello nella costruzione di un asse politico tra Israele e Republika Srpska, nel quale Banja Luka cerca legittimazione internazionale e accesso agli ambienti trumpiani statunitensi, mentre Israele consolida una presenza nei Balcani utile anche nel confronto regionale con Ankara.

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