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06 settembre 2026
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Schlein, le domande di Mons. Ricchiuti e le mie
di Santina Sconza

Deo gratias, finalmente Schlein ha risposto a Monsignor Ricchiuti.

Ne ha messo di tempo, doveva riflettere o forse interrogare la segreteria per rispondere.

Inizia con una gaffe rivolgendosi a Monsignor Ricchiuti con Gentilissimo, in una lettera pubblica era il caso che scrivesse Sua Eccellenza Reverendissima, Mons. Giovanni Ricchiuti, perché è indice di rispetto reciproco fra Chiesa e Stato, il protocollo lo esige.

Non ci si dilunga in bla, bla, bla, sciorinando ciò che ha aveva detto Papa Francesco o l'enciclica, per far capire che ha studiato, è offensivo nei confronti del Presidente di Pax Cristi che ha posto domande specifiche.

Le domande erano:

"Può una coalizione democratica e progressista prendere le distanze dalle politiche di riarmo?

può investire con maggiore decisione nella diplomazia, nella prevenzione dei conflitti, nei corpi civili di pace e nella difesa non armata e nonviolenta?

è disposta a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta?

E lei risponde con

"È proprio su questa visione, su questa necessità di unire le forze oltre ogni confine per la pace, la giustizia climatica e sociale, che abbiamo ricostruito la nostra identità e comunità politica politica".

Se così fosse non si capisce perché avete votato per incrementare le armi, perché avete una posizione univoca sull'Ucraina, e non una posizione netta e chiara sul genocidio del popolo palestinese.

Perché non denunciate chiaramente il genocidio e le torture nelle carceri dei palestinesi e chiedete l'arresto internazionale di Netanyahu, Ben Gavir e altri ministri israeliani?

Schlein afferma che sono pronti al dialogo per la pace, ma se così fosse come mai la Presidente europea Ursula von de Leyen è pronta alla guerra contro la Russia, così come l'attuale presidente federale della Germania Frank-Walter Steinmeier?

Come mai non si alza una voce univoca che grida in coro No alla guerra

"Sentiamo la pace come una responsabilità politica umana e profonda, incisa nell'articolo 11 della costituzione: "L'Italia ripudia la guerra".

Se così fosse come mai esponenti del suo partito come Piero Fassino afferma “Tutti vogliamo la pace, ma Putin vuole una resa senza condizioni. Per questo serve sostenere Kiev anche militarmente. Solo se Putin non sfonda si potrà lavorare per una pace giusta e sicura”?

Che significa militarmente che dobbiamo mandare i nostri figli in guerra?

E di grazia perché Vi siete premurati di parlare con Putin così come avete fatto con Zelensky, la solita solfa dell'aggressore e dell'aggredito?

Nell’intervista al Foglio, lei Schlein ha ribadito “convintamente” il supporto a Kiev, anche con le armi. Mi pare che sia in Europa che in Italia avete votato a favore delle armi, che servono ad uccidere innocenti in ogni stato dove c'è la guerra.

In un partito che applica la costituzione non ci possono essere idee diverse sull'articolo 11. O si è per la pace o si è per la guerra.

Poi la lettera è tutta una tiritera di abbiamo fatto, fatto, fatto cosa? Non mi pare che manifestate come fa il movimento pacifista tutti i sabati in tutte le città d'Italia.

A noi non interessa cosa fa il governo neofascista Meloni, a noi interessa che nel programma del centrosinistra sia ben chiaro il rispetto dell'articolo 11 della costituzione e la dicitura: 'Se vuoi la pace prepara la pace'. tanta desiderata e applicata da Enrico Berlinguer.

So che avrà per la sua lettera applausi da parte dei suoi tesserati, ma da una vecchia pacifista brontolona e attenta come me no, perché si vede che la sua è una lettera pensata e ripensata e che in realtà poi è semplicemente aria fritta che si disperde in terra e nell'aria.

Perché la pace non è aria fritta, deve diventare realtà, e per costruirla bisogna crederci, bisogna aver coraggio e non è con i compressi all'interno del partito che si realizza ma con la capacità di volerla a tutti i costi.

E come afferma Alessandro Di Battista "La pace potrebbe essere possibile se lavorasse la diplomazia e la politica esistesse davvero. Oggi, la politica è succube di interessi che nulla hanno a che vedere con lei. La pace è doverosa e il primo modo per lavorare affinché possa esserci è dire la verità."

Perché votare per le armi è indice di disumanità, di mancanza di empatia, di crudeltà verso le persone inermi.

Quando sarebbe stato bello vedere Sclein e quelli del suo partito far parte di una nave della Flotilla, perché la guerra si ferma anche con gesti eclatanti.

Bene adesso sono pronta ad avere il linciaggio dai suoi elettori, perché essere pacifista è anche accettare l'opinione altrui di chi pensa che la pace è una cosa astratta non realizzabile.

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