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USA: approvata legge per punire atenei che boicottano Israele
di Marilina Mazzaferro
Ieri la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un provvedimento sostenuto dai Repubblicani volto a penalizzare le università che partecipano a boicottaggi contro Israele o che tentano di impedire agli studenti di aderire a programmi di scambio con "Israele", come riportato dal *Guardian*.
Il *Protect Economic and Academic Freedom Act* è stato approvato con 237 voti favorevoli e 169 contrari; 33 Democratici si sono uniti ai Repubblicani a sostegno del provvedimento, mentre solo due Repubblicani hanno votato contro. Il disegno di legge passa ora all'esame del Senato.
In base alla misura, ai college e alle università che partecipano ai programmi federali di assistenza agli studenti sarebbe vietato prendere parte a boicottaggi contro "Israele". Gli istituti che ricevono fondi federali per programmi di studio internazionale e di lingua straniera dovrebbero inoltre certificare annualmente di non impedire ai propri studenti di partecipare a programmi in "Israele" né agli studenti israeliani di prendere parte a programmi nei propri campus.
I leader repubblicani della Camera hanno portato il provvedimento in aula nel tentativo di sfruttare le divisioni interne al Partito Democratico su questioni controverse, in vista delle elezioni di metà mandato. Tali elezioni determineranno quale partito controllerà il Congresso durante gli ultimi due anni del mandato di Donald Trump.
"Questo provvedimento si basa su un principio semplice: i nostri college e le nostre università non devono discriminare Israele, le istituzioni israeliane o gli studenti israeliani, e il denaro dei contribuenti federali non deve mai sostenere istituzioni che attuano tali discriminazioni", ha dichiarato Tim Walberg, presidente repubblicano della Commissione Istruzione della Camera.
In seguito al genocidio israeliano a Gaza, gruppi di studenti e docenti di alcune università hanno intensificato gli sforzi per convincere le amministrazioni ad aderire al movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) contro "Israele". Tali iniziative non hanno avuto, in gran parte, successo.
Bobby Scott, il principale esponente democratico della commissione Istruzione, ha sostenuto che il provvedimento fosse superfluo e potesse entrare in conflitto con le tutele del Primo Emendamento relative alla libertà di protesta.
"Nessun college o università ha comunque aderito al movimento BDS. Dobbiamo combattere l'antisemitismo ovunque si manifesti, ma non dobbiamo farlo punendo espressioni tutelate dalla legge o equiparando le opinioni di uno studente alle politiche dell'università", ha sottolineato.
I democratici che hanno sostenuto il provvedimento rappresentano generalmente collegi elettorali in cui dovranno affrontare difficili campagne per la rielezione a novembre, oppure sono sostenitori di Israele.
Josh Gottheimer, deputato del New Jersey e co-promotore del provvedimento insieme alla repubblicana Virginia Foxx, ha definito la legge "mirata e specifica", affermando che fosse necessaria per contrastare l'antisemitismo.
"Nessuno studente o docente dovrebbe essere escluso da attività di ricerca, opportunità di studio all'estero o collaborazioni accademiche, né sentirsi indesiderato in aula a causa della propria provenienza o religione. Eppure, è esattamente ciò che mira a fare il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), prendendo di mira un singolo paese e una singola religione: Israele e l'ebraismo", ha dichiarato.
Negli ultimi mesi, il sostegno a Israele è diventato un motivo di divisione tra i democratici della Camera. A luglio, oltre 100 deputati democratici hanno appoggiato un provvedimento volto a sospendere parte degli aiuti militari all'alleato statunitense, sulla scia delle accuse secondo cui le sue operazioni a Gaza configurerebbero un genocidio.
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