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04 settembre 2026
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Ben-Gvir presenta piano per svuotare Gaza
di Mauro W. Giannini

Giovedì, il Ministro della Polizia israeliano Itamar Ben Gvir ha presentato un piano volto a facilitare l'allontanamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e il loro trasferimento forzato all'estero.

Intervenendo in vista di elezioni israeliane dall'esito incerto, Ben Gvir ha delineato le tempistiche della proposta, che prevede la "partenza" di 250.000 palestinesi da Gaza entro il primo anno, seguita dall'allontanamento dei restanti circa due milioni di residenti nell'arco dei sei anni successivi. "È realistico", ha affermato Ben Gvir, sostenendo che vi siano paesi "pronti" ad accogliere i palestinesi di Gaza, senza tuttavia nominarne alcuno.

Presentata come una "partenza", la proposta prevede l'allontanamento forzato di 250.000 palestinesi da Gaza entro il primo anno e quello della popolazione restante nei sei anni successivi. Politiche di questo tipo – attuate mediante coercizione, violenza o condizioni tali da rendere impossibile la permanenza – configurerebbero una pulizia etnica: ovvero la rimozione deliberata di una popolazione civile da un determinato territorio in base alla sua identità nazionale o etnica.

Sin dal 2023, il Ministro della Polizia israeliano Itamar Ben Gvir ha sostenuto con costanza l'allontanamento forzato dei palestinesi da Gaza, definendo tale trasferimento coatto come un "incoraggiamento all'emigrazione". All'inizio del 2024, ha dichiarato che "non esiste altro modo per ripristinare la sicurezza di Israele se non attraverso un'occupazione totale del territorio palestinese" e che "bisognerebbe incoraggiare l'emigrazione volontaria dei residenti di Gaza".

Nel maggio 2024, Ben Gvir ha intensificato i suoi appelli, descrivendo l'espulsione dei palestinesi come il "passo più importante" per realizzare la piena occupazione israeliana ed esprimendo la propria disponibilità a stabilirsi a Gaza. Ha affermato che "se l'emigrazione dovesse avvenire, e centinaia di migliaia di persone dovessero andarsene, si potrà far entrare sempre più gente".

Nel novembre 2024, Ben Gvir ha sostenuto che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu stesse mostrando "una certa apertura" all'idea di incoraggiare l'allontanamento forzato dei palestinesi, invocando al contempo un'intensificazione dei combattimenti a Gaza. Ha dichiarato che "Israele" ha un'"opportunità storica di far crollare Hamas... rioccupare la Striscia di Gaza e incoraggiare l'emigrazione volontaria".

La retorica del ministro è proseguita nel 2026, con notizie riguardanti una proposta dettagliata, denominata "Disengagement 710", volta a favorire la partenza di 250.000 palestinesi nel primo anno e di circa 1,86 milioni nell'arco di sette anni. Egli ha indicato la Turchia, l'Etiopia, la Repubblica Democratica del Congo e diversi paesi arabi come potenziali destinazioni.

Nell'agosto 2026, Ben Gvir ha rilasciato ulteriori dichiarazioni incendiarie, affermando che Israele dovrebbe compiere "da 30 a 40 uccisioni mirate a notte" a Gaza e descrivendo alcuni palestinesi come individui che "non sono nemmeno persone". Ha inoltre invocato la creazione di insediamenti israeliani "in tutta Gaza", accompagnata dal trasferimento forzato di massa dei palestinesi.

Si prevede che il piano proposto costituirà una condizione fondamentale per la partecipazione del suo partito a qualsiasi futuro governo israeliano, includendo la creazione di un ufficio dedicato alla gestione della cosiddetta "emigrazione volontaria", operazione che equivale a una pulizia etnica di Gaza dalla presenza palestinese.

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