 |
Atene: denunciato soldato israeliano di passaggio in Grecia
di Gabriella Mira Marq
Il 1° settembre 2026la Hind Rajab Foundation (HRF), tramite il suo avvocato Evgenia Kouniaki – membro del gruppo "Intervento Alternativo degli Avvocati di Atene" (Athens Lawyers’ Alternative Intervention) – ha depositato in Grecia una denuncia penale per crimini di guerra e genocidio contro Oran Rubin, un soldato israeliano in servizio presso il 424° Battaglione "Shaked" della Brigata Givati.
Il battaglione di Rubin operava nell'ambito del 401° *Brigade Combat Team*. Le prove documentate dalla HRF collocano Rubin in due siti di vasta distruzione a Gaza. L'indagato si trova attualmente ad Atene.
Il 5 dicembre 2023, le forze israeliane hanno assunto il controllo di Piazza Palestina, il cuore commerciale del quartiere di Rimal a Gaza City. Nelle settimane successive, hanno distrutto sistematicamente l'area civile circostante la piazza, dapprima utilizzando carri armati, bulldozer e incendi, e successivamente mediante la demolizione controllata degli edifici rimasti in piedi. Una bandiera israeliana e un'installazione per la festività di Hanukkah sono state erette sulle rovine di quello che un tempo era un quartiere civile densamente popolato, comprendente abitazioni, negozi, edifici governativi e una scuola per bambini sordi.
In questo periodo, Rubin ha pubblicato fotografie che lo ritraevano in posa sulle rovine di Piazza Palestina.
Alcune fotografie ritraggono Rubin all'esterno e all'interno della moschea Al-Taqwa, dopo che le forze israeliane avevano assunto il pieno controllo del quartiere di Sheikh Radwan, a Gaza City. Vi sono inoltre immagini che mostrano soldati del battaglione di Rubin in posa all'interno della moschea dopo averle dato fuoco, mentre le immagini satellitari rivelano che l'edificio è stato completamente distrutto tra il 26 e il 31 dicembre 2023.
La moschea Al-Taqwa era un importante luogo di culto e un punto di riferimento per la comunità del popoloso quartiere di Sheikh Radwan, con una capienza di migliaia di fedeli. La struttura era già stata colpita dalle forze israeliane nel gennaio 2009; successivamente era stata ricostruita e riaperta nel 2021, a seguito di ingenti lavori di ripristino, per poi essere distrutta dalle forze israeliane due anni più tardi.
La denuncia sostiene che la condotta di Rubin possa configurare i seguenti crimini di guerra:
Dirigere intenzionalmente attacchi contro edifici dedicati al culto religioso e contro beni di carattere civile (Statuto di Roma, articoli 8(2)(b)(ix) e 8(2)(b)(ii));
Distruzione su larga scala di beni, non giustificata da necessità militari e compiuta in modo illegittimo e arbitrario (IV Convenzione di Ginevra, articolo 147; Statuto di Roma, articolo 8(2)(a)(iv));
Attaccare città, abitazioni ed edifici non difesi che non costituiscono obiettivi militari (Statuto di Roma, articolo 8(2)(b)(v)).
Al momento della loro distruzione, gli edifici e i siti in questione si trovavano sotto il pieno controllo israeliano e mantenevano il loro status di beni di carattere civile protetti. La denuncia sostiene inoltre che, se inquadrati nel più ampio contesto di sistematica distruzione della vita civile e delle infrastrutture a Gaza, gli atti documentati nel caso in esame configurino anche il crimine di genocidio, ovvero l'imposizione deliberata al gruppo palestinese di Gaza di condizioni di vita calcolate per provocarne la distruzione fisica, totale o parziale (Statuto di Roma, articolo 6(c)).
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|