Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
02 settembre 2026
tutti gli speciali

Ocasio-Cortez aggira domanda su arresto di Netanyahu: USA aderiscano alla CPI
di Leandro Leggeri

La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez è stata incalzata dal giornalista Luke Radel sulla possibilità di arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu qualora si recasse negli Stati Uniti per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Alla domanda diretta — «Ritiene che dovrebbe essere arrestato quando mette piede sul suolo statunitense?» — Ocasio-Cortez ha ricordato l’esistenza del mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale contro Netanyahu e ha affermato che Washington dovrebbe «allinearsi alle conclusioni» della CPI.

«Se c’è un mandato, allora c’è un mandato», ha dichiarato. Quando il giornalista le ha chiesto nuovamente se ciò significasse che Netanyahu dovrebbe essere arrestato al suo arrivo negli Stati Uniti, tuttavia, la deputata non ha risposto esplicitamente sì.

AOC ha invece sottolineato che gli Stati Uniti «vergognosamente» non sono parte della Corte penale internazionale, aggiungendo che a suo giudizio dovrebbero aderirvi e partecipare al sistema internazionale di giustizia. Ha quindi affermato che, «in senso filosofico», i criminali di guerra devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, prima di precisare, rispetto agli aspetti giuridici: «Non sono un’avvocata».

La risposta ha suscitato critiche anche tra utenti favorevoli alla causa palestinese, che hanno sottolineato come la domanda richiedesse innanzitutto una posizione politica. Ocasio-Cortez avrebbe infatti potuto sostenere che, pur non potendo oggi gli Stati Uniti eseguire automaticamente il mandato della CPI, Washington dovrebbe aderire alla Corte e creare le condizioni giuridiche per rispettarne le decisioni, compresa la consegna di Netanyahu alla giustizia internazionale.

La distinzione non è secondaria. Sul piano legale, un eventuale arresto negli Stati Uniti incontrerebbe ostacoli considerevoli: Washington non ha ratificato lo Statuto di Roma, la legislazione federale limita fortemente la cooperazione con la CPI e, nel caso di una visita all’ONU, entrerebbero inoltre in gioco delicate questioni relative alle immunità.

Sul piano politico, tuttavia, Ocasio-Cortez avrebbe potuto esprimere senza ambiguità quale dovrebbe essere, a suo giudizio, la futura posizione degli Stati Uniti. La scelta di concludere con «I’m not a lawyer» lascia quindi senza una risposta netta proprio la domanda centrale posta dall’intervistatore: Netanyahu dovrebbe essere arrestato e consegnato alla CPI, sì o no?

VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale