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02 settembre 2026
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Gas sterminatore
di Emma Buonvino

CAPITOLO 1 — IG FARBEN E BAYER

IG FARBEN E BAYER: IL LEGAME CON IL NAZISMO

Quando si parla dei rapporti tra la grande industria tedesca e il nazismo, un nome è fondamentale: IG Farben.

Nel 1925 sei grandi aziende chimiche tedesche si unirono per creare uno dei più potenti conglomerati industriali del mondo. Tra queste aziende c'era Bayer, insieme a BASF, Hoechst e Agfa.

Bayer, quindi, dal 1925 non operava più come società indipendente: faceva parte di IG Farben. E sarà proprio IG Farben, durante il regime nazista, a diventare profondamente coinvolta nell'economia di guerra del Terzo Reich.

La storia di Bayer e IG Farben è dunque inseparabile dalla storia dell'industria tedesca sotto Hitler.

CAPITOLO 2 — L'INDUSTRIA AL SERVIZIO DEL TERZO REICH

IG FARBEN E IL TERZO REICH

Dopo la presa del potere di Hitler nel 1933, IG Farben sviluppò una stretta collaborazione con il regime nazista.

L'azienda produceva materiali fondamentali per l'economia di guerra tedesca, tra cui carburanti sintetici e gomma sintetica Buna.

Con l'espansione della guerra, IG Farben divenne quindi una componente importante dell'apparato industriale necessario al riarmo e alla macchina bellica nazista.

Ma il rapporto tra industria e regime avrebbe raggiunto una dimensione ancora più terribile.

IG Farben non si limitò infatti a produrre materiali per la guerra. Arrivò a utilizzare lavoratori forzati e prigionieri dei campi di concentramento.

CAPITOLO 3 — AUSCHWITZ-MONOWITZ

AUSCHWITZ-MONOWITZ: LA FABBRICA E IL CAMPO

Nel 1941 IG Farben iniziò a costruire, nei pressi di Auschwitz, un enorme complesso industriale destinato alla produzione di gomma sintetica e carburanti.

La scelta del luogo aveva anche un'enorme importanza economica: nelle vicinanze c'era il sistema concentrazionario di Auschwitz, dal quale l'azienda poteva ottenere manodopera prigioniera.

Nel 1942 le SS crearono Auschwitz III-Monowitz, conosciuto anche 0come Buna-Monowitz.

Era il campo destinato principalmente ai prigionieri impiegati nello stabilimento di IG Farben. I prigionieri venivano sottoposti a lavoro 0massacrante, fame, malattie, violenze e condizioni di vita disumane.

Molti morirono per lo sfinimento. Altri, quando non erano più considerati utili al lavoro, venivano selezionati e rimandati verso Auschwitz-Birkenau.

Il lavoro forzato diventò così parte integrante del funzionamento dell'impianto industriale.

CAPITOLO 4 — FRITZ TER MEER

FRITZ TER MEER: DAL SISTEMA IG FARBEN AL VERTICE DI BAYER

Uno dei nomi più importanti di questa storia è Fritz ter Meer, dirigente di IG Farben.

Ter Meer ebbe responsabilità nella realizzazione del progetto industriale di Auschwitz-Monowitz.

Dopo la guerra fu processato nel procedimento di Norimberga contro i dirigenti di IG Farben. Fu riconosciuto colpevole e condannato a sette anni di carcere.

Ma la vicenda non finì con la sua condanna. Dopo essere stato liberato, Fritz ter Meer tornò nel mondo dell'industria. Nel 1956 divenne presidente del consiglio di sorveglianza di Bayer AG, posizione che mantenne fino al 1964.

È uno degli episodi più emblematici della complessa e controversa reintegrazione nell'industria tedesca del dopoguerra di persone coinvolte nel sistema economico nazista.

CAPITOLO 5 — GLI ESPERIMENTI SUI PRIGIONIERI

IG FARBEN E GLI ESPERIMENTI MEDICI

La storia di IG Farben comprende anche un capitolo particolarmente oscuro: gli esperimenti medici effettuati sui prigionieri dei campi di concentramento.

Prigionieri completamente privati della libertà e della possibilità di dare un consenso vennero utilizzati come cavie.

Personale e dirigenti collegati alle aziende del gruppo furono coinvolti nel sistema di sperimentazione sui prigionieri.

Queste vicende contribuirono, insieme agli altri crimini medici commessi nei campi nazisti, alla nascita di nuovi principi internazionali sull'etica della sperimentazione sugli esseri umani.

Dopo la guerra, il Codice di Norimberga avrebbe stabilito un principio fondamentale: il consenso volontario della persona sottoposta a sperimentazione è assolutamente essenziale.

CAPITOLO 6 — ZYKLON B: FACCIAMO CHIAREZZA

ZYKLON B E IG FARBEN: UNA PRECISAZIONE STORICA

Quando si parla di IG Farben viene spesso citato lo Zyklon B, il pesticida a base di acido cianidrico utilizzato dai nazisti nelle camere a gas.

Ma bisogna essere precisi. Non è corretto dire semplicemente: "Bayer produceva il gas delle camere a gas." La realtà societaria era più complessa.

IG Farben possedeva infatti una partecipazione nella società DEGESCH, coinvolta nella produzione e distribuzione dello Zyklon B. Lo Zyklon B fu poi utilizzato dai nazisti per assassinare sistematicamente persone nei campi di sterminio.

Tuttavia, nel processo IG Farben, la responsabilità penale dei singoli dirigenti per la fornitura dello Zyklon B fu una questione distinta e alcuni imputati furono assolti da quella specifica accusa.

Per questo è importante distinguere sempre tra: responsabilità societaria, coinvolgimento economico e responsabilità penale individuale.

CAPITOLO 7 — IL PROCESSO DI NORIMBERGA

IL PROCESSO IG FARBEN A NORIMBERGA

Nel 1947 iniziò a Norimberga il processo contro i dirigenti di IG Farben. Furono portati davanti al tribunale 24 dirigenti del gigantesco conglomerato chimico tedesco.

Le accuse riguardavano, tra le altre cose, lo sfruttamento della manodopera forzata, il saccheggio dei territori occupati e il ruolo dell'azienda nell'economia di guerra nazista.

Alla fine: 13 dirigenti furono condannati. Le pene andarono da circa un anno e mezzo fino a otto anni.

Altri imputati furono assolti.

Un aspetto importante è che il tribunale giudicò le persone fisiche, non condannò IG Farben come una persona giuridica.

Il processo mostrò però quanto profondamente una parte della grande industria tedesca fosse stata integrata nel sistema economico e criminale del Terzo Reich.

CAPITOLO 8 — LA FINE DI IG FARBEN

LA FINE DI IG FARBEN E LA RINASCITA DI BAYER

Dopo la fine della guerra, gli Alleati decisero di smantellare il gigantesco conglomerato IG Farben. Nel dopoguerra le sue attività vennero progressivamente separate.

Riemersero così società come: Bayer BASF Hoechst che tornarono ad operare autonomamente.

Bayer, quindi, non è oggi semplicemente "IG Farben". È una società ricostituita nel dopoguerra.

Ma la sua storia aziendale passa inevitabilmente attraverso IG Farben e attraverso il periodo più oscuro della storia tedesca.

Ed è proprio questa continuità storica a rendere così importante ricordare ciò che accadde.

**La memoria storica non serve a condannare le generazioni future. Serve a impedire che ciò che è accaduto venga cancellato.**

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